La cintura di sicurezza va sempre utilizzata correttamente durante la marcia
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Nuovo Codice della Strada, guai a bloccare questo sensore: multa da 167 euro e 5 punti in meno sulla patente

Un piccolo accessorio infilato nella fibbia può spegnere il cicalino della cintura e far sembrare tutto normale, ma dietro quella spia che scompare ci sono regole molto più severe di quanto molti automobilisti immaginino.

Il Codice della Strada distingue tra mancato uso della cintura e alterazione del dispositivo di ritenuta. Le conseguenze cambiano in base al comportamento contestato e possono coinvolgere anche la patente.

Falso aggancio e sensore spento: cosa viene davvero contestato

I cosiddetti falsi agganci per cintura sono inserti che entrano nella fibbia e fanno cessare l’avviso acustico senza trattenere davvero l’occupante. Se vengono usati per viaggiare senza cintura, il problema principale non è il sensore: è il mancato utilizzo del sistema di ritenuta. L’articolo 172 impone infatti a conducente e passeggeri di usare le cinture in qualsiasi situazione di marcia quando il veicolo ne è dotato.

Il comma 11 disciplina un caso diverso: chi, pur usando il dispositivo di ritenuta, ne altera o ostacola il normale funzionamento rischia una sanzione da 41 a 167 euro. È importante non confondere le due fattispecie. Ingannare la fibbia non trasforma automaticamente la violazione nella “multa da 167 euro”: conta come viene effettivamente usata la cintura e cosa accertano gli agenti.

Il conducente ha inoltre l’obbligo di assicurarsi della persistente efficienza dei dispositivi di sicurezza. Tagliare, bloccare o modificare componenti della cintura può quindi avere conseguenze diverse dal semplice fastidio causato da una spia. Il sistema serve a trattenere il corpo durante un urto e qualsiasi modifica che ne comprometta il funzionamento va presa seriamente.

Multa, 5 punti e sospensione: le sanzioni non sono tutte uguali

Per chi non indossa la cintura, l’articolo 172 prevede una sanzione da 83 a 332 euro. Se la violazione è commessa dal conducente, alla sanzione si aggiunge la decurtazione di 5 punti dalla patente. È questo il caso da distinguere dalla sanzione fino a 167 euro prevista per l’alterazione o l’ostacolo al normale funzionamento del dispositivo.

Fibbia e cintura devono funzionare senza falsi agganci o manomissioni
Fibbia e cintura devono funzionare senza falsi agganci o manomissioni – Comozero.it

C’è poi la sospensione breve della patente introdotta con la riforma del Codice. L’articolo 218-ter include sia il comma 10 sia il comma 11 dell’articolo 172 tra le violazioni che possono farla scattare quando il conducente viene identificato sul posto e possiede meno di 20 punti. La durata è di 7 giorni con 10-19 punti e di 15 giorni sotto quota 10.

Se dalla violazione deriva un incidente, la durata della sospensione breve viene raddoppiata. Esiste inoltre una regola per la recidiva: quando il conducente viene sanzionato almeno due volte in due anni per il mancato uso della cintura, all’ultima violazione può conseguire una sospensione da 15 giorni a due mesi. Il quadro è quindi più articolato del semplice binomio “167 euro e 5 punti”.

Passeggeri e minori: chi risponde quando la cintura non viene usata

Per un passeggero maggiorenne senza cintura, la violazione ricade normalmente su chi non sta usando il dispositivo. La situazione cambia con i minori: se il bambino non è correttamente assicurato, risponde il conducente oppure, se presente sul veicolo, la persona tenuta alla sua sorveglianza. Il controllo quindi non riguarda soltanto il sedile del guidatore.

La regola pratica è semplice: il cicalino non è ciò che rende legale o sicura la marcia. Conta che la cintura sia realmente indossata e funzioni come previsto. Un falso aggancio può spegnere una spia, ma non protegge in caso di incidente e può esporre a una contestazione ben più pesante del fastidio che si voleva evitare. Meglio lasciare intatto il sistema e usare correttamente il dispositivo di ritenuta.

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