La prova mette insieme analisi chimiche, assaggi professionali e rapporto qualità-prezzo. Ne esce la fotografia di un mercato cambiato: l’olio evo resta un prodotto di tutti i giorni, ma ormai costa di rado poco. E davanti allo scaffale — vetro scuro, offerte più rare, etichette piene di dettagli — sono le piccole differenze a contare davvero.
Nel test più recente condotto da Altroconsumo su venti oli extravergine tra i più diffusi nei supermercati italiani, la qualità è stata misurata incrociando le analisi chimico-fisiche in laboratorio con l’assaggio di un panel di esperti riconosciuto dal Ministero delle Politiche agricole. Il risultato smentisce l’idea che pagare di più equivalga automaticamente a portare a casa un prodotto migliore: tra i marchi premiati come eccellenti, alcuni costano quanto le referenze di fascia media, non quelle più care sullo scaffale.
Miglior olio extravergine di oliva: il test
Il titolo di Migliore del Test è andato a De Cecco Olio Extravergine di Oliva 100% Italiano, che ha ottenuto un punteggio di 86 su 100 grazie a un’acidità molto contenuta e a un profilo aromatico giudicato eccellente dagli assaggiatori. Il prezzo si aggira intorno agli 11,69 euro per una confezione da un litro: più alto della fascia più economica del comparatore, ma lontano dai 15 euro toccati dalle referenze più costose testate.
Lo stesso prodotto ha ricevuto anche il riconoscimento di Miglior Acquisto, il marchio che Altroconsumo assegna al miglior rapporto qualità-prezzo, un dettaglio che lo rende il caso più interessante dell’intera indagine: qualità ai vertici della classifica senza il sovrapprezzo delle referenze premium.
Subito dietro, a pari merito con 82 punti, si trovano Filippo Berio Olio Extravergine 100% Italiano e Monini Gran Fruttato, entrambi leggermente più cari del vincitore. Farchioni Il Casolare Olio Grezzo Naturale segue con 80 punti, confermando che le prime posizioni della classifica sono occupate quasi interamente da prodotti realizzati con olive italiane, un dato che gli stessi tecnici di Altroconsumo hanno indicato come una tendenza netta di questa edizione del test.
Per chi cerca invece l’alternativa più economica senza scendere sotto una soglia di qualità accettabile, il test individua un terzetto di prodotti da fascia media: Monini Olio Classico, Coop Olio Extravergine di Oliva 100% Italiano e Bertolli Originale. Tutti e tre si collocano tra i 10 e gli 11 euro a confezione, con punteggi compresi tra 75 e 77 su 100: non ai vertici assoluti della classifica, ma comunque ben lontani dalle bocciature registrate su altri campioni del test, alcuni dei quali sono stati declassati da extravergine a semplice olio vergine per difetti riscontrati durante l’assaggio.
Perché il prezzo dell’olio non è sufficiente per la qualità
Chi si orienta sull’acquisto guardando solo il prezzo rischia quindi di pagare un extra che non si traduce in una qualità superiore, ma anche di scartare per abitudine referenze da discount che, secondo le stesse rilevazioni, possono risultare pienamente conformi alla categoria extravergine. Il criterio più affidabile resta quello di affidarsi ai risultati dei test indipendenti, incrociandoli con qualche accorgimento pratico al momento dell’acquisto: bottiglia scura, data di raccolta delle olive quando riportata in etichetta, e diffidenza verso un prezzo troppo basso rispetto alla media di mercato, spesso il primo segnale di una miscela di qualità inferiore.
Per scegliere un buon olio extravergine al supermercato, il primo controllo resta l’etichetta. Meglio cercare indicazioni chiare sull’origine delle olive, preferendo quando possibile la dicitura 100% italiano e, se c’è, una provenienza ancora più precisa. Conta anche il termine minimo di conservazione, perché l’olio perde col tempo profumi, polifenoli e intensità. Una bottiglia molto scontata ma vicina alla scadenza può quindi essere meno conveniente di quanto sembri.
Il profilo di fruttato aiuta poi a capire come usarlo in cucina. Un fruttato medio o medio-intenso, come quello attribuito al De Cecco, va bene per molti usi. Un fruttato intenso, come nel caso di Monini Gran Fruttato, Farchioni Il Casolare o Costa d’Oro Il Grezzo, si sente di più su bruschette, legumi, zuppe e verdure amare. Amaro e piccante, se equilibrati, non sono difetti: spesso indicano la presenza di polifenoli.
Meglio infine scegliere bottiglie in vetro scuro o latte, tenute lontane da luce e calore, e consumare l’olio entro pochi mesi dall’apertura. Sono accorgimenti semplici. Ma su un prodotto che ormai supera spesso i dieci euro al litro, fanno la differenza.
