A Padova una serie di sparizioni di gatti ha acceso l’attenzione su un caso che presenta ancora diversi aspetti da chiarire.
Le segnalazioni arrivano dalla zona della Stanga, dove residenti e volontari hanno iniziato a collegare episodi apparentemente separati. L’inchiesta è ora chiamata a ricostruire quanto accaduto e a verificare le diverse ipotesi emerse nel corso degli accertamenti.
Stanga, 14 gatti spariti tra colonie feline e animali di famiglia
Le segnalazioni arrivano tutte dalla zona della Stanga, quartiere residenziale di Padova dove vivono sia colonie feline censite sia gatti di proprietà, spesso lasciati liberi nei cortili. In pochi mesi, secondo quanto raccolto dagli investigatori, sarebbero spariti 14 felini. Alcuni facevano parte della colonia seguita da una residente, altri erano animali di famiglie della zona.
Un numero che ha fatto scattare l’allarme, anche perché non si tratterebbe di episodi isolati. “Non tornavano più, uno dopo l’altro”, avrebbe raccontato chi si occupa della colonia, descrivendo una situazione ormai difficile da spiegare con semplici allontanamenti. Al centro degli accertamenti ci sono quattro giovani, oggi iscritti nel registro degli indagati per le ipotesi di furto e invasione di terreni. Le responsabilità, va ricordato, sono ancora tutte da accertare.
Testimoni, esche e gatti feriti: la ricostruzione degli investigatori
Il quadro si è fatto più chiaro grazie ai racconti di alcuni residenti. Più persone avrebbero notato i ragazzi aggirarsi tra cortili e aree verdi con scatolette di cibo, giochi e, in qualche caso, torce elettriche nelle ore serali. Un cittadino avrebbe riferito di aver assistito a un tentativo di cattura di un gatto, poi riuscito a scappare. Un altro episodio riguarda incontri notturni nella stessa zona: quando è stato chiesto loro che cosa stessero facendo, i giovani avrebbero ammesso di cercare gatti.

Finora, tra gli animali indicati come scomparsi, solo tre sarebbero stati ritrovati. Le loro condizioni, secondo i riscontri veterinari citati nelle denunce, erano pesanti: ferite da taglio, chiazze di pelo strappato, segni compatibili con maltrattamenti e forte denutrizione. Elementi che hanno spinto la curatrice della colonia e il suo legale a chiedere verifiche più approfondite.
Cellulari e computer al vaglio: il sospetto dei video di sevizie venduti online
La parte più delicata dell’inchiesta riguarda il possibile legame con un mercato illegale di video di torture su animali diffusi online, in alcuni casi realizzati su richiesta di utenti paganti. L’avvocata Oleksandra Stukova, che assiste la curatrice della colonia, ha chiesto il sequestro e l’analisi forense di telefoni cellulari e computer riconducibili agli indagati. L’obiettivo è verificare l’eventuale presenza di immagini, chat, pagamenti o contatti con reti digitali dedicate alla vendita di contenuti violenti.
Per ora resta un’ipotesi investigativa, da confermare con gli accertamenti tecnici. Saranno questi esami a dire se le sparizioni della Stanga siano legate a singoli episodi di maltrattamento o a un giro più organizzato. Intanto il legale ha invitato i residenti a segnalare alle forze dell’ordine eventuali nuove sparizioni, movimenti sospetti o elementi utili. Anche un dettaglio minimo, in casi come questo, può aiutare a ricostruire che cosa sia accaduto agli animali scomparsi.
