La cappa da cucina è uno degli elettrodomestici più presenti nelle case italiane, eppure resta anche tra i meno considerati quando si parla di consumi energetici. Complice l’abitudine di accenderla alla massima potenza per ogni tipo di cottura, in molti finiscono per consumare più energia del necessario senza rendersene conto.
Il punto centrale riguarda il tasto di regolazione della velocità, presente sulla maggior parte dei modelli moderni, che permette di scegliere l’intensità di aspirazione in base al tipo di cottura in corso. Usare la modalità a bassa velocità per preparazioni leggere, o quando l’obiettivo è semplicemente eliminare qualche odore senza gestire grandi quantità di vapore, può ridurre il consumo energetico della cappa fino al 50% rispetto a un utilizzo costante alla massima potenza.
Come usare la cappa in modo corretto
Il meccanismo è piuttosto intuitivo: più alta è la velocità di aspirazione, maggiore è l’energia richiesta dal motore per far girare le ventole. Per una frittura o una cottura che produce molto fumo la potenza massima resta necessaria, ma per un sugo che sobbolle a fuoco lento o per una semplice grigliata di verdure la velocità minima è spesso più che sufficiente a garantire lo stesso risultato.

A incidere sui consumi non è però solo la velocità scelta. Anche lo stato dei filtri gioca un ruolo importante: un filtro sporco o intasato da grassi e residui di cottura costringe il motore a lavorare più a lungo e con maggiore sforzo per ottenere lo stesso effetto di aspirazione, con un consumo energetico che cresce di conseguenza. Una pulizia regolare, secondo le indicazioni del produttore, permette quindi di mantenere l’efficienza dell’elettrodomestico nel tempo e di evitare che l’aria in cucina resti più carica di odori e umidità.
C’è poi un’abitudine diffusa che pesa più di quanto si pensi: lasciare accesa la cappa anche quando non serve realmente, magari sfruttandola come illuminazione secondaria della cucina. La lucina integrata, per quanto piccola, ha un consumo che si somma nel corso della giornata e che diventa più evidente in bolletta se resta accesa per ore. Spegnerla quando la cottura è finita, e accendere la cappa solo per il tempo effettivamente necessario, è un gesto semplice che si aggiunge alla scelta della velocità corretta.
Anche il momento in cui si accende conta: avviare la cappa qualche istante prima di iniziare a cuocere e lasciarla in funzione per alcuni minuti dopo aver spento i fornelli aiuta a smaltire vapori e odori residui in modo più efficiente, evitando di doverla tenere accesa a lungo durante tutta la preparazione del pasto.
Nessuno di questi accorgimenti richiede un cambio di abitudini radicale o l’acquisto di un nuovo elettrodomestico: si tratta più che altro di imparare a usare in modo consapevole un tasto che quasi tutte le cappe hanno già, ma che in pochi sfruttano davvero. In un momento in cui il costo dell’energia resta una voce di spesa rilevante per le famiglie italiane, anche un elettrodomestico apparentemente marginale come la cappa può contribuire, seppur in piccola parte, a contenere la bolletta mensile.
