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“A Como la durissima guerra del sindaco contro i pomodori”

Non smette di tenere banco la decisione del Comune di Como di chiudere gli orti sociali nel quartiere di Rebbio sfrattando gli anziani che storicamente se ne occupano. Qui la prima reazione: “La bocciofila prima, ora gli orti sociali. A Como gli anziani meritano rispetto e non sgomberi, il sindaco si fermi”.

Nel pomeriggio è poi intervenuto il Partito Democratico con una Nota:

La durissima guerra del Sindaco contro i pomodori

A Como sembra esserci una nuova emergenza: gli orti sociali di via Tettamanti. L’amministrazione comunale ha notificato lo sfratto agli ultimi anziani che da oltre trent’anni coltivano e curano questi terreni, trasformandoli in un luogo di incontro, socialità e presidio del quartiere.

La motivazione del provvedimento è la scadenza delle concessioni nel 2025. Sorgono allora spontanee alcune domande: Perché non si è provveduto per tempo a pubblicare un nuovo bando per l’assegnazione degli orti? Perché si è scelto invece di chiedere la riconsegna delle aree nel pieno della stagione vegetativa quando gli orti sono in produzione? Non si poteva attendere il prossimo l’autunno? Ma soprattutto: quale sarà il futuro dell’area? Al momento non è stato presentato alcun progetto.

E questo alimenta la preoccupazione che si ripeta quanto già visto in altre zone della città, dove alla promessa di riqualificazione non sono seguiti interventi. Gli orti non erano soltanto appezzamenti di terreno.

Erano un luogo dove si coltivavano ortaggi, ma anche relazioni umane, solidarietà e partecipazione. In una società che invecchia, di questo tipo di spazi rappresentano un valore sociale che dovrebbe essere tutelato e valorizzato. Se l’obiettivo è migliorare l’area, i cittadini hanno il diritto di conoscere quali siano i progetti, i tempi e le finalità dell’intervento.

Perché sostituire un luogo vissuto e curato con uno spazio abbandonato non sarebbe una riqualificazione, ma semplicemente una perdita per l’intero quartiere. Prima di cancellare un’esperienza che dura da decenni, la città ha diritto di sapere cosa nascerà al suo posto.

La Segreteria Cittadina del PD
Il Gruppo Consiliare del PD
Il Circolo PD di Rebbio

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