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Politica

Como, da +Europa il monito a Pd e centrosinistra: “I Cinque Stelle non portano consenso e non fanno la differenza”

E’ piccola ma è sicuramente l’area più attiva (almeno verbalmente) su Como in queste settimane che precedono il volatone verso le elezioni del 2022. Si parla della triade a cavallo tra il centrosinistra e il centro liberaldemocratico, formata dalla calendiana “Azione”, da +Europa e dalla renziana Italia Viva. Coagulati sotto il nome di Agenda Como 2030, oggi i tre esponenti dei rispettivi movimenti guardano già alla corsa elettorale per Palazzo Cernezzi. E tra tante frasi assolutamente generiche e prive di programmi reali, soprattutto da +Europa arriva una stroncatura del Movimento Cinque Stelle come potenziale alleato della coalizione di centrosinistra.

“Per costruire un’alleanza vincente alle prossime amministrative, vista questa tornata elettorale, è chiaro che il Partito Democratico deve guardare all’area liberaldemocratica, perché questa formula è stata premiata a cominciare da Milano per arrivare a situazioni di capoluoghi di provincia, come Savona dove la lista Riformista ha sfiorato il 10% ottenendo 4 consiglieri – afferma Francesco Cima Vivarelli – I Cinque Stelle in alcuni casi erano avversari, quando sono stati alleati del PD, non hanno portato consenso né hanno fatto la differenza”.

Savona sembra un po’ il totem di questa area, evocata anche da Fulvio Martello di Azione: “Progettare una proposta convincente per il rilancio di una città capoluogo di provincia, crocevia di un contesto produttivo e collocata su un asse internazionale importante, richiede energie nuove prive delle demagogie del passato o del populismo del presente: abbiamo visto a Savona come dei giovani abbiano prodotto proposte convincenti, che hanno contribuito a dare linfa nuova per definire un programma che i cittadini hanno apprezzato nella completezza e nei toni che dovrebbero essere sempre alla base di una buona politica”.

“Ai rituali della politica ritengo fondamentale anteporre un candidato autorevole e un programma serio e, soprattutto, realizzabile – conclude Alberto Gaffuri di Italia Viva – Impegni precisi, da presentare a una città che come le recenti elezioni dimostrano saprà premiare il cambiamento qualora le sarà data davvero la facoltà di sceglierlo”.

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