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Politica

Como, FdI archivia Landriscina. Scoppia l’ira della Lega: “Poco responsabili e rispettosi, minano la coalizione”

Nel giorno in cui Fratelli d’Italia propone il coordinatore provinciale Stefano Molinari come candidato sindaco di Como per la primavera 2022 – di fatto archiviando, dopo che già l’aveva fatto Forza Italia, l’ipotesi di un Landriscina bis – la Lega esprime una dura condanna per questa improvvisa accelerazione degli alleati a Palazzo Cernezzi.

“Ci teniamo a ribadire – si legge in una nota ufficiale – che la Lega di Como è coerentemente e giustamente ancora impegnata a lavorare in questi mesi che ci separano delle prossime elezioni amministrative e spiace molto che qualcuno complichi il lavoro della giunta, rallenti il rilancio della città e mini l’unità della coalizione di centrodestra che sta a cuore a tutta la Lega di Como e Provincia”.

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E ancora: “Riteniamo che questa fuga in avanti di Fratelli d’Italia sia poco responsabile e altresì poco rispettosa nei confronti del voto espresso dai cittadini quattro anni fa.  Le nostre priorità restano sempre il bene di Como e dei comaschi, il rilancio della città e il lavoro”.

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Nessun accenno, però, da parte della Lega né alla volontà di insistere sulla ricandidatura di Mario Landriscina né ad altri possibili nomi.

“Ci saranno tavoli preposti per valutare le prossime candidature a Sindaco e anche lì la Lega ribadirà che prima di tutto vengono il bene dei comaschi e l’unità del centrodestra”, si chiude infatti la nota.

6 Commenti

  1. Una breve risposta , concordo con Gioele sul tema del posizionamento del partito ma mi chiedo quanti all’interno si pongano seriamente questo quesito. Credo pochi oltre a quelli citati, colgo di più la tendenza ad assicurarsi un “posto o una vicinanza” a chi oggi si ritiene il/i probabili vincitori.
    Dopo l’elezione del nuovo Presidente gli scenari cambieranno e dovranno essere più chiari , fra un anno dovremmo assistere ud un rimescolamento delle carte fra i partiti attuali ed non è detto che possa nascere qualche nuovo contenitore .
    Tornando al locale la crisi di FI nasce da lontano, poco radicamento sul territorio , candidati calati dall’alto , partito gestito da persone discutibili come Caprani e neppure la venuta della Ronzulli, vedi l’incontro di Erba, ha portato chiarezza agli ancora affezionati che si riconoscono nei valori originari.
    Dissento sul fatto che Fermi possa ritornare nonostante le aperture della Ronzulli , dovrebbero cambiare molte cose ma lo scenario non è favorevole in questo senso.

  2. Ah la famosa unità del centrodestra!
    Come fanno a sbandierarla ancora ogni volta, senza che nessuno scoppi a ridere?

  3. Una cosa è certa in questo fiorire di candidature. Fermi, per sua ammissione, ha declinato l’invito rivoltogli, non ha detto da chi, di candidarsi a Sindaco. Ha detto ai suoi fedelissimi, che fare il sindaco a Como sarebbe difficilissimo e ci si rischia di rovinare una splendida carriera politica, non vuole perdere due anni di mandato per riorganizzare una macchina comunale lasciata per troppo tempo allo sbando ed i cui effetti si vedono chiaramente al di là delle innegabili responsabilità politiche.
    Già Fermi , è passato alla Lega su forte invito di Salvini dichiarando che gli è stato chiesto di portare nella Lega un fronte moderato e, visto che la classe dirigente leghista non è efficiente , di portare competenza e organizzazione. ( parole sue).
    Nel frattempo stà organizzando ogni venerdì incontri con gli amministratori locali a lui vicini , nell’Olgiatese, in Val d’Intelvi e venerdì a Novedrate , per spiegare la sua scelta. In sostanza poteva essere candidato a Roma per FI ma preferisce rimane sul territorio comasco e chi può candidarlo se non la Lega visto che un partito come FI , con un consenso al limite del 7% non può assicurare una rielezione?
    Il fatto che quasi tutti gli amministratori locali, Sindaci in testa, hanno dichiarato di volerlo seguire con convinzione.
    Mi chiedo se i referenti di FI , tali Caprani e Ronzulli, si rendono conto della situazione e di trovarsi a breve con una larga parte di consensi persi sul territorio comasco e limitrofo.
    Ricordiamo che la Ronzulli aveva dichiarato a Erba che auspicava , in un futuro, un ritorno di Fermi in FI ! Mi sembra al contrario che il nostro Fermi si stia assicurando un forte consenso , togliendo consensi a FI ed assicurandosi una forte dote elettorale nel partito salviniano.
    Gioele, arguto commentatore , delle vicende politiche che ne pensa ?

    1. La ringrazio per l’”arguto”. Mi ci voleva. Ho sentito dire da due signore, prima di un incontro organizzato dal PD a Camerlata, che Gioele che commenta su Como Zero, è un grandissimo stronzo. L’ho trovato molto divertente ma ”arguto” è sicuramente meglio. Il 7% è un dato derivante da un sondaggio nazionale. E a livello nazionale il problema di Forza Italia è il posizionamento. Come fa un partito europeista, garantista e liberista ad associarsi a due partiti sovranisti, dirigisti e reazionari? Il quesito che hanno posto Gelmini, Carfagna e Brunetta è in sintesi questo. Berlusconi fa orecchie da mercante perché teme che i due partiti tradizionalmente alleati gli neghino l’appoggio alla corsa al Quirinale. A lui interessa ormai solo questo. A Como FI non ha grande autonomia rispetto alla segreteria nazionale. Lo abbiamo visto con l’elezione dei tre parlamentari non comaschi. Alla fine, Caprani o dovrà rimangiarsi i giudizi su Landriscina o dovrà accettare qualsiasi candidato gli proporrà Fratelli d’Italia o peggio ancora dovrà elemosinare di entrare nella coalizione. A Como, Forza Italia non è più in grado di esprimere nulla. La defezione di Fermi non è la causa della crisi di Forza Italia ma è uno degli effetti e forse neppure il più importante. Se la loro segreteria nazionale gli consentisse un minimo di autonomia almeno dopo l’elezione del Presidente della Repubblica, gli converrebbe fuggire dall’abbraccio mortale degli attuali alleati e convergere in una ipotetica coalizione di centro. Avrebbero più spazio nella definizione del programma e dell’agenda, potrebbero cercare di recuperare il loro elettorato moderato che non si riconosce nella destra nazionalista e fintamente democratica della Meloni e nelle smargiassate da milanese imbruttito di Salvini. Forse potrebbero perfino proporre un loro candidato Sindaco. Tuttavia, adesso, non hanno autonomia e non possono aspettare l’elezione del Presidente della Repubblica per riprendersela. Sarebbe troppo tardi. E grazie ancora per l’”arguto”.

  4. Questa è fantastica! Si può comprendere che neghino che l’attuale Amministrazione sia la peggiore di sempre e la ritengono quasi migliore delle precedenti. Non si comprende invece perché la candidatura di Molinari abbia, a loro dire, minato la coalizione. La coalizione è implosa fin dall’inizio. Suvvia, molti consiglieri della maggioranza sono transitati, e senza passare dal via, dalla Lista Landriscina a Forza Italia e a Fratelli d’Italia e da Forza Italia a Fratelli d’Italia. Si sono scippati i voti. Cosa serve scippare voti a liste alleate? Mah… Come si fa a dire che esisteva una coalizione quando i consiglieri di Fratelli d’Italia hanno passato l’ultimo anno e mezzo a dilettarsi al tiro al piccione con gli Assessori di Forza Italia e della Lista per Landriscina? Non si prendano e non ci prendano in giro. La coalizione non esiste più da un pezzo e forse non è mai esistita. Il “buon” Sindaco ha finito per trovarsi solo ad affrontare la bufera. Ha fatto da parafulmine a un turbinio di fallimenti e stupidate, prima fra tutto lo sciagurato sfratto a inizio mandato, che si sono succedute in questi quattro anni senza che nessun segretario di partito facesse nulla per difenderlo e per difendere l’amministrazione da lui guidata. Ma che coalizione era?!? Non c’è da sorprendersi, le coalizioni di centrodestra esistono per non far vincere le coalizioni di centrosinistra. Purtroppo, il reciproco non vale, ahimè!

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