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Politica

Mense, cucina a Garbagnate. Lissi attacca Veronelli. Cgil: “37 Km, assurdo”

E’ bastato poco, anzi sono bastati 37 chilometri per far scattare il più tradizionale bottone rossissimo delle polemiche. Come anticipato su queste pagine, la ditta che si è aggiudicata – in via provvisoria – l’appalto per il servizio mense di Como avrà il centro cottura a Garbagnate Milanese, non proprio a un tiro di schioppo.

Mense: centro cottura a Garbagnate Milanese. 37 km e 40 ottimistici minuti di strada

Prime accuse dalla Cgil, con Matteo Mandressi, anima della battaglia sulle mense in questi mesi. “Il presupposto è che sono da sempre contrarissimo all’esternalizzazione del servizio, quindi non c’è esternalizzazione che mi piaccia. Detto questo, Garbagnate fa sorridere, è assurdo: il calcolo sui tempi è evidente, la consegna non sarà in 40/45 minuti, c’è il carico, c’è lo scarico, il traffico, i refettori in città, dubito che arriveranno 40 camion”.

Quindi la doppia accusa: “Quando l’assessore Locatelli fa riferimento a Camerlata dovrebbe ricordare l’ipotesi del centro unico di cottura nel vecchio Sant’anna. Comunque voglio ringraziare l’amministrazione, dopo mesi di confronto e la conciliazione davanti al prefetto abbiamo appreso dell’aggiudicazione dai giornali”.

Durissima anche Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd: “È ancora fresco il ricordo della levata di scudi contro il progetto di centro unico di cottura, predisposto dalla Giunta Lucini. Tra le argomentazioni dei contrari: la distanza, la qualità del cibo”.

Poi l’affondo sull’attuale presidente del consiglio comunale. “Ricordiamo le parole della pasionaria Anna Veronelli, allora consigliera comunale di opposizione: «Decisione assurda. No, no e no. Pasta cucinata alle 9 del mattino e portata in giro a 4500 bambini, come può essere uguale a quella cucinata e scolata nella cucina della scuola? Non prendiamoci in giro». Coerentemente, grazie al bando magistralmente confezionato dall’amministrazione (di cui fa parte la stessa Veronelli) il servizio verrà affidato a una ditta, la cui cucina ha sede a Garbagnate Milanese (37,7 chilometri da Como e 40 minuti con traffico scorrevole). Non prendiamoci in giro, davvero”.
“Eravamo e siamo contrari su questa scelta, voluta dalla giunta, di esternalizzare il servizio per più della metà dei pasti senza che ci sia un risparmio ma anzi un aumento del 4,1% (il costo di un pasto passerà da 4,8 a 5 euro)”, dice Fabio Aleotti capogruppo del Movimento 5 Stelle Comasco.

“Ora la speranza e’ che si dia veramente seguito alle promesse concordate – aggiunge – cioè quella di prioritariamente assumere, nella società aggiudicataria, le persone a tempo determinato non più in servizio e quella di realizzare uno studio di fattibilità per il punto di cottura o come suggerito dal M5S per più punti unici di cottura potenziando alcune delle cucine già esistenti”.

“Il fatto che il servizio sarà misto – conclude – per i prossimi 3 anni ci darà modo di fare un confronto tra il servizio privato e quello pubblico e siamo convinti, al contrario del centro destra e della lista Rapinese, che il giudizio di mamme e bambini sarà per un gradimento verso quello pubblico, viste le numerose lamentele che riceviamo nei comuni dove esiste il servizio privato.  Il futuro sarà testimone su chi avrà avuto ragione”.

4 Commenti

  1. “come suggerito dal M5S per più punti unici di cottura” : suggeriamo ad Aleotti di cercare sul dizionario il significato di “unico”…

  2. Va bene che Casnate con Bernate è un comune all’avanguardia ma emularlo anche in questo no: centro unico di cottura a Bollate (35km).

  3. Ricordo di avere suggerito ad Aleotti 5 Stelle di proporre all’assessore competente un paio di giorni di “simulazione”. Dal punto unico di cottura, parte il veicolo numero 1. A che ora parte (supponendo che abbia caricati i pasti) quali strade percorre, in che scuole si ferma trovando già attivo il personale che riceve i pasti, SOPRATTUTTO a che ora consegna l’ultimo pasto.
    Altrettanto per il veicolo numero 2, per il numero 3 e tutti i veicoli che servono, sempre annotando a che ora arriva il primo pasto e a che ora arriva l’ultimo! Aggiungerci prudentemente anche una quota di imprevisti prevedibili!… Infine tirare le conclusioni: si può fare oppure non si può fare!
    Sempre con un occhio di riguardo per le scuole che andranno in mensa per ultime, ricordando che i bambini verso le 11.30-12 vanno in crisi per la fame
    Se un tale esperimento non sia stato fatto, significherebbe che era inutile, una… cavolata, che è pur sempre in tema di cibo insomma!
    Manzoni, celebrando l’assalto ai forni, ha espresso una possibile profezia: da sperare che qualcosa del genere non si avveri!

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