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Attualità, Politica

Gli skaters al centro della campagna elettorale. Rapinese: “Skate park in piazza Roma”. Civitas: “In Ticosa e all’Ippocastano”

Nel giorno in cui il candidato sindaco Alessandro Rapinese ha proposto, durante la presentazione del programma elettorale (qui i dettagli), uno skate park in piazza Roma ecco arrivare una nota di Civitas (lista a sostegno di Adria Bartolich) che invoca spazi per gli skaters in Ticosa e nell’area Ippocastano. La proposta in una nota del candidato consigliere Luca Venneri, eccola:

Loro sono skaters. Si ritrovano tutti i giorni in largo Spallino, di fronte all’ex chiesa di San Francesco. Tra loro – per lo più minorenni – ci sono studenti del classico,
scientifico e altri istituti della nostra città, sono bravi ragazzi e hanno una passione e questa passione richiede un luogo. Hanno chiesto per tanto tempo uno spazio dove possano allenarsi con i propri skate che oggi non hanno.

In assenza di una risposta, loro hanno eletto uno dei non-luoghi della nostra città al loro allenamento: largo Spallino appunto. Molti si stupiscono che loro abbiano occupato quel luogo con i simboli propri della loro cultura skater – sì, è una vera propria cultura.

Sentiamo mirabolanti proclami a spot – in questo periodo di elezioni – che professano ascolto, comprensione e coprogettazione, tuttavia vedendo scarpe appese e graffiti e si indignano svelando tutta la superficialità dei tanto proclamati atti – al limite del caritatevole – di ascolto misericordioso.

I linguaggi cambiano come cambia il suo significato e quello che ai più sembrano atti irrispettosi così non sono. Appendere le scarpe a un filo o, nel nostro caso a un tirante, si chiamano shoefiti (fusione delle parole shoes=scarpe e graffiti) è sono un simbolo di rispetto ma anche di protesta. La stessa protesta a rivendicare uno spazio dove possano stare, senza fare del male a nessuno, e dove possono coltivare la propria passione che – per alcuni soprendentemente – è diventata recentemente uno sport olimpico.

Sempre rivendicazione di uno spazio sono i graffiti appesi in quella zona che fanno riferimento ai lavori Keith Haring, un arcinoto artista graffittaro e fumettista statutitense. Prima di giudicare qualcuno, credo, che bisognerebbe fare lo sforzo di comprendere un linguaggio, capirne le chiavi e cercare di interpretare i reali e semplici bisogni. Oltre alla comprensione e all’empatica c’è tutto il tema dei non-luoghi della città che per lo più vanno in abbandono e forse dovremmo ringraziare questi ragazzi per dargli un senso – magari non quello che vorremmo – ma pur sempre un senso per loro, il loro modo di fare e vedere il mondo.

Alla fine c’è un tanto parlare della Generazione Z, i giovani, che dovrebbero interessarsi della cosa pubblica, ma non comprendiamo che loro già lo fanno. Questa generazione viene definita fluida ma non per chissà quali motivi. E’ una generazione fulida perchè – nelle rigide logiche razionali di questo mondo – loro sono come dei fluidi e si adattano al meglio; proprio come fa l’acqua che prende la forma della bottiglia. Così loro hanno fatto in largo Spallino, si sono adattati a una rigidità e come fluidi stanno abitando un non-luogo interpretandolo nel loro linguaggi. Bravi ragazzi! Avete dato prova della vostra scorza che, al contrario di quello che si pensa, è forte. A noi il compito – come dovrebbe fare la buona politica – di fare ammenda e riparare. Per questi motivi l’Ippocastano e area Ticosa dovrebbero prevedere
spazi per loro. fine.

Luca Venneri
Candidato consigliere Civitas – Progetto Città

Un commento

  1. Skate park recintato in piazza Roma.
    Questo il capolavoro di Alessandro Rapinese.
    Molti sui ex compagni di avventura che lo hanno abbandonato nel corso degli anni commentano con amarezza in privato questo abisso.
    Un programma senza capo né coda

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