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Braga: “A Como l’opposizione a Rapinese siamo noi. La città dopo due anni è più isolata”

Capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati, in questi giorni ha festeggiato i suoi primi 16 anni in Parlamento. Niente male per chi di anni non ne ha ancora 45, come l’onorevole Chiara Braga. Alessio Butti a parte, senatore e sottosegretario eletto la prima volta a Montecitorio nel 1992, l’esponente dem, con l’altro sottosegretario, il leghista Nicola Molteni, è la parlamentare comasca di maggiore esperienza.

La chiacchierata con il braccio destro – anzi, sarebbe meglio dire sinistro – di Elly Schlein parte dal prossimo appuntamento elettorale. Europee e amministrative. “Credo che queste elezioni europee rappresentino una tappa fondamentale per tante partite decisive per il futuro del continente e del Pianeta, a iniziare dalla transizione ecologica e dalla lotta contro la crisi climatica – spiega Chiara Braga, da sempre impegnata in prima persona in tutte le battaglie per la salvaguardia dell’ambiente – Il messaggio che tutto il Pd ha lanciato è per un’Europa più forte, che è l’opposto del messaggio dei partiti della destra, che vorrebbero invece un’Europa debole, per aumentare l’identità degli Stati nazionali. Alcune sfide, come quelle del clima, si possono affrontare soltanto con l’unità di intenti”.

Lei non è candidata, e a differenza del centrodestra, il Pd non ha un personaggio comasco in lista, potrebbe essere un problema?

Se lei ha potuto scorrere le liste, anche per il Nord Ovest, avrà visto quante forti personalità sono state inserite, con candidati anche della società civile, sindaci e amministratori di importanti città, personalità che hanno esperienza nel Parlamento europeo. La presenza poi della segretaria Schlein, credo sia la maggiore garanzia di una sfida non personale, bensì di una squadra compatta al di là delle chiacchiere. Donne e uomini in grado di portare avanti al meglio una visione di Europa centrale per il futuro di tutti.

Dalle europee alle amministrative, ci sono 89 comuni al voto in provincia, una sfida impegnativa, anche se per il Pd nelle due città, Cantù e Mariano Comense il duello contro il centrodestra che vuole confermare Alice Galbiati e Giovanni Alberti, sembra davvero in salita, anche pensando a un possibile secondo turno di ballottaggio.
La segreteria provinciale credo che abbia lavorato molto bene sulle candidature. Anche per sostenere quelle liste, in gran parte civiche, che si riferiscono ai valori del centrosinistra. Uno spirito unitario con persone radicate nei comuni e nei territori. Si cerca di fare prevalere l’idea dell’impegno, che non deve essere per forza condizionato dai partiti romani. Io sarò a fianco di tutti questi candidati e non ci poniamo limiti, anche perché, riguardo le due città a cui si riferisce, e anche altrove, il centrodestra ha scritto pagine molto deludenti.

Quanto hanno pesato i suoi suggerimenti a Carla Gaiani, segretaria provinciale, ma pure sua assistente parlamentare?
Tutta la segreteria provinciale, a iniziare da Carla Gaiani e Savina Marelli, credo abbiano lavorato con grande impegno a livello unitario, senza avere avuto bisogni di suggerimenti. Io, certo, compatibilmente con gli impegni da capogruppo alla Camera, cerco di dare massima attenzione al territorio e al lavoro di raccordo tra il locale e il nazionale.

In una recente intervista su queste colonne, Paolo Emilio Russo, deputato comasco di Forza Italia, ha evidenziato la capacità di fare squadra dei parlamentari comaschi su battaglie locali, al di là della casacca di partito? E’ proprio così?
Scusi, mi viene da sorridere perché proprio con l’onorevole Russo, che conosco benissimo e stimo, abbiamo avuto l’altro giorno un bello scontro politico. Però non era un tema locale e, sì, posso confermare che, nella nostra autonomia abbiamo affrontato più volte insieme questioni territoriali. Da parte mia c’è sempre stato l’impegno in prima persona, sia con il Pd al Governo, sia all’opposizione, sulla Variante della Tremezzina, ad esempio, compreso un ultimo intervento con Anas.

Una domanda su Como gliela devo fare. Qual è il suo giudizio sul sindaco Rapinese? E’ vero che alla fine il civismo puro del sindaco rischia di portare all’isolamento la città, tagliando tutti i ponti istituzionali?
Devo dire che seguo con grande attenzione il lavoro di opposizione del Partito Democratico in consiglio comunale. Se mi permette, si tratta anche dell’unica forza che sta facendo un po’ di opposizione. Il giudizio sul sindaco Rapinese, non parlo della giunta, ma del sindaco, credo non possa essere positivo. In due anni ha fallito qualsiasi opportunità di intessere relazioni istituzionali a ogni livello. Non so però se questo sia colpa del civismo o piuttosto del modo di interpretarlo da parte di Rapinese, con alcuni comportamenti che davvero lasciano ogni volta tutti perplessi. La sua è chiusura totale. Il rischio per Como di scivolare nell’isolamento è reale, e isolarsi non fa mai bene. Se vuole sapere se sono preoccupata per la città, la risposta è sì. Di certo non ci mancheranno argomenti per affrontare la prossima sfida elettorale anche se non è dietro l’angolo.

 

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