E’ una sorta di Tribunale del Popolo quello che si è aperto negli ultimi 4 giorni, con il Partito Democratico comasco alla sbarra (e per ora, con la via del silenzio scelta come “difesa”). Dopo le bordate a giochi ancora aperti da parte del coordinatore provinciale di Articolo 1-Mdp, Emilio Russo, e dopo la nota di fuoco di Sinistra Italia-Leu di 24 ore fa, oggi è il “Comitato Como Possibile Margherita Hack” a sparare ad alzo zero nei confronti dei dem.
L’accusa foriera di svariate condanne e della pubblica gogna per i dem comaschi è sempre la stessa: l’appoggio alla candidatura del sindaco di Gravedona ed Uniti, Fiorenzo Bongiasca (Dna democristiano, un recente passato tra Pdl e Ncd), quale candidato alla presidenza della Provincia (voto il 31 ottobre, riservato a sindaci e consiglieri comunali).
La presa di posizione di Possibile, almeno nei toni, non si discosta molto dalle precedenti anche se è impossibile non notare come in tutti i casi già citati non emerga alcuna indicazione circa nomi potenzialmente alternativi a Bongiasca.
Di seguito, il comunicato integrale di Possibile (per repliche e interventi: redazionecomozero@gmail.com)
È vergognoso che il PD appoggi un candidato di NCD come presidente della Provincia di Como.
“Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”, recita il famoso detto: questo sembra essere il motto perfetto per il PD di Como che ha deciso di ignorare qualsiasi segnale giunto il 4 di marzo e andare alle prossime elezioni provinciali supportando Fiorenzo Bongiasca, già esponente autorevole di NCD – Nuovo CentroDestra, come presidente.
Il tracollo elettorale della strategia renziana di convergere al centro per costruire una nuova balena bianca non pare essere stato assimilato dal PD locale che persevera nell’errore non essendo in grado di immaginare una politica alternativa. Eppure ormai dovrebbe essere chiaro che gli elettori di “destra moderata”, se esistono, non sono propensi a dare fiducia al PD, soprattutto quando la destra originale ha il vento in poppa come ora. D’altra parte l’ex partito di centrosinistra non è ancora riuscito ad elaborare il lutto e a ripartire con una strategia propria dopo la batosta.
Le recenti elezioni hanno dimostrato che occorre ripartire da valori e principi progressisti per immaginare un’alternativa: l’unica strada sarebbe quella di investire sul futuro partendo dalle provinciali per ribaltare il #CambioVerso del 2013; sarebbe quella di riconoscere che bisogna costruire una nuova credibilità pensando agli ultimi, quelli che sono stati abbandonati dalla politica di governo nella passata legislatura; sarebbe quella di riconoscere finalmente che la politica è una guerra per ottenere l’egemonia culturale e non una guerra tra clan per il potere, quindi se si parla il linguaggio dell’avversario e si supporta un candidato del campo avverso si afferma implicitamente di avere perso in partenza.
Tutto questo senza considerare l’altra perseveranza diabolica, stigmatizzata anche da Emilio Russo di MDP, ovvero quella di non aver spinto per cambiare il penoso stato delle province “quasi-abolite” e prive di rappresentanza eletta come qualsiasi ente locale dovrebbe essere secondo la Carta europea dell’autonomia locale. La provincia nell’assurda configurazione attuale, depotenziata dall’assenza di finanziamenti e alla mercé dei sindaci, non è in grado di svolgere alcun ruolo significativo sull’area vasta, mentre potrebbe essere preziosa per lo sviluppo delle aree interne, per la protezione ambientale, per la manutenzione del territorio, per la promozione culturale.
Il Comitato Como Possibile Margherita Hack