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Politica

Primo consiglio comunale, subito scontro Nessi-Pd-Rapinese. Anzaldo eletto presidente dell’assemblea

Primo consiglio comunale dell’era Rapinese, questa mattina, a Palazzo Cernezzi. Barbara Minghetti – sfidante del sindaco al ballottaggio per il centrosinistra – assente causa Covid. “Le condizioni di salute sono buone – ha spiegato Fulvio Anzaldo in qualità di Consigliere anziano dunque facente le funzioni del presidente dell’assemblea cittadina, peraltro in attesa della sua stessa elezione – ma è costretta all’isolamento”.

Scelti da liste e partiti i capigruppo, elencati di seguito:
Gianfranco Rossetti (Rapinese Sindaco)
Alessandro Falanga (Noi con l’Italia)
Alessandra Locatelli (Lega)
Lorenzo Cantaluppi (Fdi)
Patrizia Lissi (Pd)
Vittorio Nessi (Lista Minghetti-Svolta Civica)

A inizio seduta, dopo il giuramento, il sindaco Alessandro Rapinese ha tenuto il suo primo discorso all’aula da primo cittadino: “Non ho mai preparato un discorso, anche se avevo pensato di farlo. Parlo alla città da 14 anni e lo farò per i prossimi 5 anni. L’unica cosa che mi sento di dire oggi è per la minoranza, dove ho passato tanti anni. Mi piace pensare di essere ancora oggi il 33esimo consigliere e il mio approccio non cambierà di una virgola”.

“Ricordo ogni singolo giorno di quegli anni – ha aggiunto – e una cosa che non ho mai sopportato era sentir dire quando ero in minoranza che era facile fare opposizione. E’ falso, è anche più duro che governare. Da me non macherà mai il rispetto per chi lavora per passione verso la città. Viva la Repubblica, Viva la Costituzione e Viva Como”.

E’intervenuto anche il prefetto Andrea Polichetti che, su invito del sindaco, ha tenuto a essere presente per l’esordio dell’assemblea cittadina: “Sono molto contento dell’invito, un appuntamrnto importante non soltanto nella forma, ma anche sotto l’aspetto sostanziale. In quest’aula risuoneranno temi rilevnti per la comunità locale che potranno dare un senso all’interesse politico dei cittadini. Auspico che il confronto sia intenso e leale ma non sempre conflittuale”.

“Vorrei provvedere a individuare, tramite le forze dell’ordine, con la collaborazione del sindaco e nell’ambito del Comitato provinciale per la Sicurezza, le priorità di intervento per irrobustire la sicurezza urbana, per il recupero dei siti più degradati, per la prevenzione della criminalità, per la promozione della legalità e per una migliore convivenza civile. Sarò il riferimento per la Protezione Civile per il tempestivo avvio della macchina dei soccorsi in caso di emergenza. Va assicurata piena dignità a ogni persona che ne è titolare. Il suo giuramento – ha aggiunto il prefetto rivolto a Rapinese – mi ha ricordato il mio di 30 anni fa, da giovane funzionario. Abbiamo assunto un impegno comune: il solenne rispetto della Costituzione”.

Prima del voto per l’elezione del presidente dell’assemblea, sono arrivati i primi interventi. Duro subito Vittorio Nessi (Lista Minghetti) che ha ricordato un video girato due anni fa da Anzaldo assieme a Rapinese, davanti a Palazzo Cernezzi, culminato in un gestaccio sebbene in un clima generale goliardico: “Onestà intellettuale vorrebbe che si ammettesse l’errore – ha detto Nessi – se il consigliere Anzaldo lo facesse sarebbe un segnale molto importante per l’autorevolezza e la credibilità”.

VIDEO Parolaccia e gestacci, il sindaco a Rapinese-Anzaldo: “Deplorevole, disgustoso, miserevole”

Nessi ha poi candidato Gabriele Guarisco del Pd quale candidato alternativo del centrosinistra per la presidenza, nome ovviamente sostenuto pubblicamente anche dalla capogruppo Dem, Patrizia Lissi.

A Nessi che chiedeva le scuse di Anzaldo per il vecchio video, ha replicato subito Rapinese: “Parleremo del suo decoro nei prossimi cinque anni (velato riferimento al caso delle firme, ndr). Su Anzaldo: è già passato da una selezione pubblica del popolo e infatti siede qui come Consigliere anziano più votato. Quando arrivai qui io, un sindaco mi disse che doveva parlarmi per il nuovo presidente del consiglio comunale. Io pensai che volesse coinvolgermi e invece mi disse subito che era già Legnani. Riguardo ad Anzaldo è persona moderata, anzi moderatissima, corretta e che sa anche cos’è l’ironia ed è anche moderno, sa relazionarsi anche sui social. Una fortuna da baciarsi i gomiti”.

Polemico anche il consigliere Pd Stefano Legnani, sull’episodio citato dal sindaco: “Mi sa che la sua memoria fa cilecca, perché l’indicazione nel 2012 non era per votare me e infatti il presidente fu Franco Fragolino. Capisco che la stanchezza possa averla fatta cadere in errore. Voglio solo far notare che mentre 10 anni fa un comportamento di imposizione venne criticato, oggi viene tenuto nello stesso modo dall’altra parte della barricata”. Riferimento, questo, al fatto che in aula Rapinese si è espresso direttamente per Anzaldo come presidente del consiglio comunale – dunque espressione della maggioranza – mentre in passato la lista avanzò il nome di Ada Mantovani sostenendo le ragioni affinché l’incarico andasse all’opposizione.

Per la lista Rapinese Sindaco è intervenuto il capogruppo Rossetti: “Io non ero presente negli anni passati. Cerchiamo di dimenticare il pregresso, siamo qui per lavorare nell’interesse di Como e risolvere situazioni difficili. Per quanto riguarda la candidatura del consigliere Anzaldo, la sostieniamo, lo stimiamo e pensiamo che possa essere una persona al di sopra delle parti”.

Il microfono è poi tornato al primo cittadino per fatto personale: “Lucini disse che avrebbe coinvolto le minoranza nella scelta del presidente (riferendosi ancora all’episodio del 2012 già citato, ndr). Io non ho mai detto che avrei dato la presidenza dell’aula alla minoranza. Detto questo se dobbiamo iniziare il mandato ricordando fatti di 10 anni. Ma se prendiamo piccoli spot di questi 10 penso che vincerei a mani basse. Effettivamente, comunque, il nome era Fragolino”.

Chiusa la prima polemica di mandato, sono poi scattate le votazioni per l’elezione del nuovo presidente del consiglio comunale. Alla prima (servono i due terzi dell’aula): 5 bianche, 6 Guarisco, 19 Anzaldo, 1 Mantero. Si rivota.

Al secondo tentativo, Fulvio Anzaldo è stato eletto con 25 voti a favore: “Ringrazio sentitamente chi mi ha investito di questo importante compito ma anche chi non l’ha fatto perché ha partecipato comunque a un processo democratico. Siamo tutti stati eletti per rappresentare i cittadini comaschi, dobbiamo farlo con costanza, serietà e competenza. La seduta di oggi è una vera celebrazione repubblicana. Ora siamo chiamati a un gran lavoro, questa assemblea non ha sempre offerto il meglio di sé nel passato. Spero si evitino strumentali paralisi dell’attività consiliare agevolando processi che ne agevolino il proficuo lavoro”.

Al termine del discorso di Anzaldo, il sindaco ha elencato gli assessori con le rispettive deleghe: trovate tutto qui.

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9 Commenti

  1. Non mi meraviglia un’inizio di pd-boicottaggio, non sapete perdere, SOLA COSA CHE MERITATE, sapete pero’ criticare ignari di tutto cio’ che NON AVETE FATTO e mai farete di positivo per COMO!

    1. L’opposizione fa il suo mestiere, Rapinese sa bene come si fa; magari senza insultare come spesso faceva lui.

  2. In consiglio comunale, pagato dai cittadini, per vedere video? Ma non può andare al cinema pagando il biglietto? Questa città ha bisogno di politici costruttivi, alla maggioranza o alla opposizione che siano.

  3. Il Consiglio di Como è stato eletto al servizio dei cittadini della città.Per favore, metti da parte la tua politica nel miglior interesse a lungo termine della città e della sua gente.
    Rendi Como ancora una volta la corona del lago. Como dovrebbe essere una destinazione internazionale di cui tutti i cittadini possono essere orgogliosi e dove prosperano le imprese. Solo con onestà, integrità, competenza visiva, impegno e leadership puoi creare fiducia nella comunità. Auguriamo buon lavoro a tutti voi e al nuovo sindaco.

  4. Gentile signor Lamperti
    Oggi in Consiglio ho solo ricordato che 10 anni fa’ l’allora consigliere Rapinese si lamentò perché il sindaco indicò il presidente del Consiglio senza alcun confronto con la minoranza. Per tale motivo il suo gruppo consiliare non partecipò al voto.
    Ora, che lui è il sindaco, si è comportato nello stesso modo indicando nei giorni scorsi sui giornali il nominativo del presidente senza alcun confronto con le minoranze.
    Tutto legittimo, ma viene il dubbia che alcuni principi valgano solo quando si siede in opposizione, per poi presto dimenticarli quando si vincono le elezioni.
    Inoltre oggi la minoranza ha partecipato al voto per l’elezione del presidente del Consiglio, a differenza di quello che lui fece 10 anni fa’. Questo è il rispetto verso le istituzioni che si manifesta con i fatti non con le parole.

    1. Sig. Lamperti, considerare miserevole la citazione dei dati di fatto, richiamando alla coerenza e all’ammissione di errori palesi, vuol dire non avere il dono dell’obiettività come elemento essenziale del confronto democratico. Requisito quest’ultimo tanto importante quanto l’onestà di considerare scelte, accuse e iniziative pregresse come elementi da richiamarsi doverosamente nel dibattito attuale e futuro. La linearità coerente di atteggiamento accomuna e qualifica maggioranza e opposizione

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