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Villa Olmo, il Pd: “Concessa dalla destra ai poteri forti che contesta”. Luigino Nessi: “Scelta che discrimina per censo”

Non si placa la polemica sulla concessione di Villa Olmo per un mese al magnate inglese.

“La destra che si candida a guidare Como vaneggia da settimane di poteri forti e cospirazioni – attacca il consigliere Gabriele Guarisco del Pd – Ma è proprio ai poteri forti che la stessa destra comasca, debole e fiacca alla guida della città, ha svenduto Villa Olmo per un pugno di sterline”

“La blindatura di Villa Olmo per un mese è semplicemente inconcepibile. Ma siamo davanti alla conseguenza naturale dell’inerzia amministrativa della giunta Landriscina – prosegue l’esponente Dem – Se in cinque anni non riesci a portare a termine neppure gli interventi che i tuoi predecessori avevano già impostato (prendiamo per esempio le serre, a carico degli assessori ai lavori pubblici che si sono avvicendati nel mandato Landriscina) né ad avviare la stabile gestione della villa e degli eventi (con la costituzione dell’apposita fondazione, dossier affidato all’assessore Butti), dire sì a un facoltoso uomo d’affari che ti offre 1,3 milioni di euro ti sembrerà più che vantaggioso. Minimo sforzo, massima resa”.

Contestata anche la cifra chiesta al magnate: “Un milione di euro sono poi una cifra imponente in senso assoluto. Ma qui parliamo di un miliardario: una persona che, per sua fortuna, di milioni ne ha almeno mille. Quindi, prendi il saldo del tuo conto corrente bancario e dividi per mille. Non dimenticare il risultato e poi pensa che, se tu vuoi organizzare una festa, di una giornata, nel salone del centro civico di Albate, dovrai pagare al Comune circa 140 euro. Ecco così avrai un’idea di quanto poter affittare Villa Olmo per un mese intero al costo di poco più di un milione di euro sia stata una vera occasione per il misterioso magnate inglese. A prezzo di saldo. Conclusione: per i poteri forti (i finanzieri della City londinese lo sono per antonomasia, no?) il miglior alleato è un’amministrazione pubblica fiacca e debole come quella che ci stiamo lasciando alle spalle”.

Intanto Como Comune rilancia il presidio di protesta previsto sul posto giovedì 9 giugno dalle ore 10 e intitolato “Villa Olmo bene comune non esclusiva di Paperone”.

“E’ una scelta discriminante – rilancia Lugino Nessi – che amplia le disuguaglianze che continuano a crescere: chi ha i soldi può impossessarsi di un bene pubblico, un bene di tutti. Un bene, come i giardini della Villa, restaurato e valorizzato con i soldi dei comaschi, in attuazione di scelte decise nel Bilancio del Comune”.

“Accanto ai danni economici e di immagine – conclude – sottolineiamo soprattutto il danno etico. La scelta delle destre crea disuguaglianza e discriminazione per censo: chi può permetterselo avrà a disposizione giardini, parcheggi, una Villa per sé e per i propri ospiti”.

 

 

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