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Furgoni spara a zero sul Sant’Anna e se ne va (non da solo). Banfi: “Non mi ha mai cercato, procura solo allarme”

Tra ieri e oggi, sul quotidiano La Provincia, sono apparse violente dichiarazioni contro la gestione dell’ospedale Sant’Anna, contestualmente con l’addio alla struttra da parte di tre specialisti del reparto di Urologia. Pesantissime, in particolare le affermazioni di Paolo Furgoni, medico urologo, già sindaco di Cernobbio ed esponente di spicco e lungo corso del Pd lariano, che – in attesa di trasferirsi all’ospedale privato di Gravedona – ha parlato di “mancanza di rispetto del lavoro svolto non solo nei confronti dei medici ma di tutti gli operatori” e ha dipinto il Sant’Anna come “un ospedale che, di Como, ha sempre meno”.

A Furgoni ha fatto eco, in un’altra intervista, un altro urologo destinato altrove (all’ospedale di Legnano), ovvero Emidio Cretarola che ha definito la situazione del Sant’Anna ormai “inaccettabile”, ribadendo il concetto di “scarso rispetto per le professionalità presenti in corsia”, come dimostrerebbe l’eterna carenza di personale anche al Pronto Soccorso.

Ebbene, a questo incredibile fuoco di fila pubblico contro l’ospedale comasco – a cui si è aggiunta anche la nota Cisl – con una nota ha replicato il direttore generale di Asst Lariana, Fabio Banfi.

“Le dichiarazioni che vengono rilasciate quotidianamente sono la plastica rappresentazione del rischio, calcolato, cui le organizzazioni vanno incontro quanto si decide di uscire dalla comfort zone della mediocrità – ha scritto Banfi – Innovazione, cambiamento e miglioramento sono principi che evidentemente non piacciono a chi ha l’interesse a mantenere uno status quo, sicuramente rassicurante per i professionisti ma poco funzionale alla cura dei cittadini comaschi”.

“Come sia possibile sottolineare che nella scelta dei professionisti non si prediligano i comaschi non lo comprendo. Per noi curriculum, professionalità e merito valgono più del luogo di nascita e della residenza – ha aggiunto il direttore generale – Nessuno dei professionisti che si sono rivolti al giornale mi ha mai cercato o chiesto un appuntamento. Questo nonostante il dialogo con i professionisti sia quotidiano, sia con la direzione generale che con la direzione sanitaria. Si è preferita, invece, la strada dell’intervista, con dichiarazioni che minano la fiducia dei cittadini nei confronti dell’ospedale e che rasentano il procurato allarme e la diffamazione”.

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