LE STORIE DEI FRONTALIERI A COMOZERO – Sono stati tantissimi gli interventi dopo la pubblicazione dell’articolo “Io, frontaliera tra levatacce e meno diritti che in Italia. Ma il Ticino ci dà uno stipendio dignitoso”. Il tema d’altronde, da sempre suscita discussioni accese e persino polemiche. Nello stesso tempo, i confronti – sempre a patto che siano condotti entro i limiti della civiltà – aiutano a comprendere meglio il quadro del lavoro frontaliere e le esperienze personali. E’ il caso, ad esempio, di Alessandra Gambarini che ci racconta un altro spaccato di cosa significa varcare ogni giorno il confine per uno stipendio dignitoso (ma fluttuante, come vedremo) in Svizzera. Di seguito, l’intervento di cui riportiamo ampi stralci (Se sei frontaliere e vuoi raccontarci la tua storia – anche tutelando la privacy – scrivici a redazionecomozero@gmail.com. L’indirizzo è comunque a disposizione per ospitare qualsiasi punto di vista).
Per principio non è corretto togliere dagli stipendi guadagnati onestamente (riferimento alla possibile nuova tassa sulla salute, ndr). Ognuno ha fatto delle scelte (casa, figli etc) in base al proprio stipendio e ha scelto di fare determinati sacrifici per avere una vita dignitosa. E se non ci fosse la Svizzera a darci lavoro, le nostre zone avrebbero alternative da offrirci?
Anziché pensare di recuperare con i nostri soldi le mancanze di una mala gestione dell’Italia sarebbe opportuno migliorare le condizioni di vita e di lavoro in Italia. Altrimenti i lavoratori continueranno a scappare, e non solo in Svizzera…
Chi ci vuole tassare non ha nemmeno preso in considerazione le fluttuazioni del cambio (nessuno ricorda il cambio di pochi anni fa a 0,60 o poco più..1000chf/600€?), i tagli di stipendi oltreconfine, etc etc… Solo doveri e niente diritti o quasi. Sì, certo, usufruisco della sanità italiana (CHE PAGO!) ma poi…? Non mi torna nulla.
Lavoro in Svizzera da 25 anni e per 17 anni ho percepito poco più di uno stipendio italiano. Ora lavoro nella sanità con orari spezzati: esco alle 6 e torno alle 21 (il tempo per cenare e andare a dormire poche ore) lavoro festivi e notturni, 100km al giorno e nel traffico. Vita sociale e familiare praticamente assente… E tutto questo per SOPRAVVIVERE! Vivo da sola e gli affitti nelle zone di confine arrivano anche a 900€ per nemmeno 40mq di casa e senza parcheggio in paesi dormitorio.
Conosco tante persone che facendo i conti hanno rinunciato ad accettare un lavoro in Svizzera preferendo una qualità di vita migliore. Non è tutto oro quello che luccica…