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Punti di vista

Galli, storico deputato Dc: “Islam, Molteni e Butti contro la libertà. No ai musulmani nelle catacombe”

Ex parlamentare comasco della Dc, già sindaco di Mozzate e presidente della Provincia, Giancarlo Galli è una figura storica del centrismo cattolico lariano. Affida a Comozero una breve riflessione sul caso del centro culturale islamico in Valle Intelvi che tanto sta facendo discutere (qui l’intervento del sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, qui quello del deputato di FdI Alessio Butti e qui la lettera del maestro di San Fedele Interlvi Federico Pintus in risposta a Molteni).

Di seguito, il testo integrale di Giancarlo Galli.

So di esprimere un pensiero contro vento. Dico però, senza giri di parole, che il ragionamento degli onorevoli Molteni e Butti risulta, in ultima analisi, contro la libertà. Burocrazia contro libertà.

La libertà religiosa è il fondamento di tutte le altre libertà.

Capisco che costumi e fedi diverse possano dare fastidio. Ma bisogna ragionare.

Per che cosa lottano gli onorevoli Molteni e Butti?

Il loro impegno è per la sicurezza. Non certo per la maggior gloria di Dio con Vangelo e Rosario in mano.
In realtà mentre le nostre chiese si svuotano si pensa di recuperare la forza e la tradizione della cultura cristiana con la burocrazia ed i divieti contro le altre fedi ed in particolare quella musulmana.

A noi ( allora ) giovani democristiani facevano leggere e studiare il discorso di Guido Gonella tenuto in preparazione della assemblea costituente.

Era il discorso delle 47 libertà . Bisognerebbe rileggerlo e studiarlo . Per rifondare lo stato delle autonomie (che è l’altro nome della libertà). E per capire che lo stato che tutela le libertà “di” e le libertà “da” non è uno stato imbelle.

Dire che prima di tutto viene la libertà non significa far finta di non vedere i problemi e le ambiguità di una religione che identifica stato e religione.

Vuol dire , invece , impostare una battaglia per la laicità della politica e dello stato che è grande conquista cristiana (il famoso “a Cesare e a Dio” costituisce il fondamento della laicità) divenuto non senza fatica patrimonio di tutti.

Insomma, i problemi si risolvono con la libertà (che è anche responsabilità) e non mandando i musulmani nelle catacombe.

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