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Punti di vista

La freschezza di Nova Como, il turbo di Rapinese e i salotti un po’ rancidi dei partiti

Come è invecchiata (anche) ieri la politica comasca. Tutta, da sinistra a destra. E l’ultimo fascio di rughe sul volto dei partiti storici – dal Pd a Fratelli d’Italia – è frutto dell’ennesima flebo di vita e vitamine somministrate alle vie e alle piazze di Como da Nova Como, l’associazione guidata da Vincenzo Falanga e Teresa Minniti.

I quali tutto sono tranne che alieni rispetto alla politica (soprattutto Falanga che è esponente forzista, ha una lunga storia da sindacalista Uil, lavora a Villa Saporiti, per dire) ma hanno un gigantesco merito: hanno saputo tradurre in vita vera, in strade vere, in facce vere quello che gli i partiti macinano stancamente in comunicati stampa a getto continuo o gazebo ornamentali.

Si possono contestare le singole battaglie o le specifiche personalità, ma non si può negare che questa associazione abbia innestato nel dibattito civico e politico cittadino una freschezza, un dinamismo e soprattutto un coraggio di animare davvero le piazze che da tempo non si vedevano. Dai parcheggi ai ciliegi di via XX Settembre, dalle scuole alle bici, fino ai numerosi convegni realizzati nell’ultimo biennio, l’attivismo dei due artefici principali dell’associazione, ai quali va aggiunta Maria Massara sul fronte organizzativo, ha dato una salutare scossa all’ingessatissmo fronte che combatte molti dei provvedimenti (e dei modi) del sindaco Alessandro Rapinese.

Certo, l’aiuto a Nova Como – concreto e fisico – dei partiti tradizionali è stato e continuerà ad essere assolutamente essenziale in diversi episodi (non ultima la biciclettata di ieri, con forte presenza Pd, o in altre occasioni il diretto appoggio di Forza Italia) ma questo non toglie che, a occhio, se oggi si vuole assistere a una manifestazione o a un incontro pubblico diverso da quelli dove i partiti riempiono la sala con i loro stessi tesserati da 40 anni (talora viene da pensare che siano cartonati), bisogna guardare verso Nova Como.

Quale sarà il destino dell’associazione alle prossime elezioni? Solo Falanga e Minniti lo sanno, anche se pare chiaro che l’area gravitazionale dei due volti più riconoscibili sia quella del centrodestra nella sua frangia più moderata.

La vera domanda, dunque – appurato che nonostante una certa chiarezza nell’orientamento, resta una capacità di mobilitazione trasversale sulle singole battaglie – è: si rendono conto i partiti del senso di vecchio che emanano, oggi come oggi, proponendo nomi e modalità d’azione che sono su piazza come minimo da due-tre decenni, se confrontati con la sensazione d’aria fresca innestata da Nova Como? Davvero, in questo tempo eccezionale segnato dalla turbopersonalità del sindaco Rapinese da un lato e dal tandem-novità Falanga-Minniti dall’altra, vorranno immaginare un cambio di amministrazione affidandosi a lugubri liturgie, eterne conventicole ed excludendum, rose di nomi appassite ancora prima di essere sfogliate?

Di Nova Como, forse, dopo le elezioni non resterà nulla, come nove volte su dieci capita ad associazioni e liste civiche che varcano il grande portone della politica ufficiale. I partiti, invece, volenti o nolenti, continueranno a essere l’ossatura fondamentale dello scenario politico-amministrativo e in fondo anche partecipativo (i voti li prendono loro, alla fine, non Falanga e Minniti). Ma la domanda che interroga oggi, adesso, chi da destra e sinistra sfiderà l’attuale sindaco tra soli 10 mesi è sul presente: cos’avete di nuovo da proporre alla città, a parte il salotto un po’ rancido dei nonni?

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