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Punti di vista

La lettera: “Cioffi e Gervasoni, ammiragli al timone. Faranno della Bagnarola Cernezzi una Nave sicura?”

Sul recente ritorno di Forza Italia nella giunta Landriscina con gli assessori Livia Cioffi e Pierangelo Gervasoni ospitiamo oggi un punto di vista (interessato) di un ex dc Doc, ora nelle fila degli azzurri, Renato Acquistapace, anche consigliere comunale ad Argegno.

Per quanto, come detto, almeno indirettamente toccato dalla vicenda, Acquistapace in altri interventi ha criticato anche duramente alcune fasi politiche di Forza Italia ma oggi il tono è diverso: un augurio (non privo di qualche dubbio di carattere generale) ai due neoassessori.

Di seguito, il testo integrale della lettera.

La nave Cernezzi

L’ingresso dei due nuovi assessori nella giunta cittadina rappresenta veramente l’ultimo tentativo di raddrizzare la rotta di una nave che oramai da tempo sembra avere perso la bussola. Se questi due nuovi capitani abbiano veramente la capacità e la forza di riportare la bagnarola Cernezzi in acque sicure, con un equipaggio al limite dell’ammutinamento, lo scopriremo solo nei prossimi mesi.

Dei due nuovi ufficiali di marina Il “Gerva” è comandante di lungo corso e conosce ogni anfratto di Palazzo Cernezzi. Ha esperienza e soprattutto grande capacità di mediazione. Annusa il vento come pochi altri ed è in grado di accorgersi in anticipo dell’arrivo di eventuali tempeste. Fintanto che il vento gonfia le vele è sufficiente reggere saldamente il timone per navigare senza molti pericoli, ma sa bene che quando c’è bonaccia se l’equipaggio si rifiuta di remare o – peggio – rema contro, nemmeno Poseidone in persona potrebbe salvare la nave dal naufragio.

Si tratta ora di capire se i nuovi ammiragli imbarcati a bordo saranno in grado di raddrizzare una nave che sembra oramai da qualche tempo alla deriva, in balia di continui cambi di equipaggio (leggasi rimpasti di giunta).

Solo il tempo ci dirà se la navigazione raggiungerà il porto oppure la nave Cernezzi naufragherà definitivamente.

Personalmente, fossi stato io l’armatore della nave, avrei congedato il capitano con l’intera nave e avrei affidato la navigazione ad altri, magari con una nuova imbarcazione.

Per fortuna non faccio l’armatore. Mi limito solo ad osservare questa rotta faticosa che dura da ormai da parecchio tempo e sembra non avere una meta precisa.

Mino Martinazzoli citava spesso una frase di Søren Kierkegaard che ben si adatta a questa immagine allegorica della nave Cernezzi: la nave è oramai in balia delle onde e ciò che trasmette il megafono del comandante non è più la rotta ma ciò che mangeremo domani.

Buon vento!

2 Commenti

  1. Il “Gerva” si renderà presto conto che l’ambiente in Comune è molto differente da quando fu Assessore. Con una Giunta a pezzi, dirigenti che se ne vanno, dipendenti totalmente demotivati per i più disparati motivi sarà davvero dura raddrizzare la rotta.

  2. Brutta analogia, caro Acquistapace.
    Se, come immagino, il capitano è Landriscina mi spiega chi sarebbe l’armatore che dovrebbe “congedare” lui ed il suo equipaggio?
    Armatore che in teoria dovrebbe essere il proprietario della nave (e quindi, seguendo il suo discorso, di Palazzo Cernezzi).
    Fermi ??? Caprani ??? Locatelli ???

    Brutta analogia, bruttissima…

    Anche se, da un ex-DC, ci si può aspettare di tutto; compresa la rivendicazione di essere proprietario (per diritto divino?) della “cosa pubblica”.

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