Da Massimo Coppia, Segretario Generale della Funzione Pubblica Uil Lario e Brianza riceviamo e pubblichiamo di seguito integralmente una lettera aperta al direttore generale di Asst Lariana, Luca Stucchi.
LETTERA APERTA AL DIRETTORE GENERALE DI ASST LARIANA
Direttore, dopo tre anni è tempo di fare un bilancio. E purtroppo il risultato è deludente.
Gentile Direttore Generale,
sono a scriverLe questa lettera aperta perché, dopo circa tre anni dal Suo insediamento alla guida di ASST Lariana, sentiamo il dovere di rappresentare pubblicamente il disagio, la delusione e la crescente preoccupazione di moltissimi lavoratori.
Quando si è insediata, le aspettative erano altissime. Molti dipendenti speravano in un cambio di passo, in una gestione più moderna, più vicina alle persone e capace di affrontare i problemi storici dell’azienda. Purtroppo, ad oggi, quelle aspettative sono rimaste una lettera scarlatta.
A cosa mi riferisco?
Innanzitutto, alle relazioni sindacali, drammaticamente impantanate da anni. Dopo oltre un decennio non siamo ancora riusciti a vedere la luce di un vero Contratto Integrativo Aziendale. Ad oggi, infatti, il riferimento continua ad essere il cosiddetto contratto “ponte” del 2015. Undici anni di immobilismo su uno degli strumenti più importanti per la gestione del personale, per l’organizzazione del lavoro e per la tutela dei diritti dei lavoratori.
Le relazioni sindacali risultano talmente farraginose e burocratizzate che, per tutelare un dipendente, siamo costretti a formalizzare tramite protocollo anche le richieste più semplici. Pensiamo ai lavoratori che chiedono un trasferimento ai sensi della Legge 104/1992 per assistere un figlio minore, un familiare anziano o una persona con disabilità: situazioni che dovrebbero essere affrontate con sensibilità e tempestività e che invece vengono trascinate in percorsi amministrativi complessi e spesso incomprensibili.
Non possiamo inoltre tacere il fatto che, in alcuni casi, ai dipendenti che richiedono trasferimenti vengono imposte limitazioni e condizioni che appaiono in netto contrasto con i principi di tutela previsti dall’articolo 2113 del Codice Civile.
E come non rimanere sconcertati nel sentire, ai tavoli di confronto, che dopo tre anni l’azienda non è ancora riuscita ad istituire un vero Ufficio Relazioni Sindacali?
Stiamo parlando della più grande azienda sanitaria della provincia di Como, con oltre 3.500 dipendenti. Una realtà complessa che dovrebbe avere nelle relazioni sindacali uno strumento di confronto e soluzione dei problemi, non un ostacolo.
A tutto questo si aggiunge la drammatica questione del parcheggio dei dipendenti dell’Ospedale Sant’Anna. Da anni i lavoratori affrontano quotidianamente stress, ritardi, difficoltà organizzative e costi personali. Eppure, nonostante le proteste e le richieste avanzate dalla nostra sigla per un allargamento del parcheggio cd degli Amministrativi sul territorio di Montano Lucino, non si percepisce alcuna strategia concreta e strutturale finalizzata a ridurre il disagio.
Direttore, i lavoratori si sentono abbandonati.
Molti di noi faticano a riconoscere quella che un tempo era la propria azienda. In questi anni è stata progressivamente dispersa la memoria storica dell’amministrazione. Figure professionali con esperienza e competenze sono state sostituite senza un adeguato trasferimento di conoscenze. Gli uffici sembrano non dialogare tra loro e i dipendenti sono costretti a subire inefficienze, ritardi e risposte contraddittorie.
Lo stress organizzativo è diventato una componente quotidiana del lavoro.
E poi ci chiediamo perché tanti professionisti decidano di lasciare ASST Lariana per trasferirsi altrove.
Abbiamo avanzato proposte concrete.
Abbiamo chiesto la realizzazione di un convitto per il personale presso l’area di Via Napoleona, per favorire l’attrattività dell’azienda e sostenere i lavoratori provenienti da altre province e regioni.
Abbiamo chiesto la stabilizzazione dei lavoratori precari.
Abbiamo chiesto risposte per i vincitori di concorso, alcuni dei quali attendono da mesi una comunicazione ufficiale da parte dell’azienda.
Abbiamo chiesto una gestione delle risorse umane più moderna, partecipata e rispettosa delle persone.
Le risposte ricevute sono state poche, tardive o inesistenti.
Sempre più frequentemente raccogliamo segnalazioni di lavoratori che descrivono una gestione del personale rigida, distante e improntata a logiche che ricordano più una caserma che una moderna azienda sanitaria.
Particolarmente grave appare inoltre la situazione degli Operatori Socio Sanitari, che a seguito della progressiva sostituzione degli ausiliari si trovano spesso a svolgere attività aggiuntive che nulla hanno a che vedere con la loro qualificazione professionale, con il concreto rischio di fenomeni di demansionamento e di utilizzo improprio delle competenze.
Senza parlare di tutto il personale sanitario, tecnico e amministrativo, che giornalmente fa i miracoli per prestare l’attività lavorativa, e sottoposto a violenza sia fisica sia verbale. E per Noi la sicurezza è al primo posto nell’agenda lavorativa, in virtù del fatto che siamo i depositari di Zero Morti Sul Lavoro.
Direttore, questa lettera non vuole essere una sterile polemica.
Vuole essere invece un forte richiamo alla realtà quotidiana vissuta da migliaia di lavoratori che ogni giorno garantiscono il funzionamento dell’azienda nonostante le difficoltà organizzative, le carenze di personale e l’assenza di risposte concrete.
I lavoratori di ASST Lariana meritano ascolto, rispetto e una visione chiara del futuro.
Dopo tre anni, è giunto il momento di passare dalle parole ai fatti.
Noi continueremo a fare il nostro dovere: rappresentare i lavoratori, denunciare le criticità e avanzare proposte.
Noi non siamo un Sindacato “materasso” Noi abbiamo a cuore la tutela dei Lavoratori e delle Persone che si recano per curarsi presso la nostra Azienda.
Ci aspettiamo che anche l’Azienda faccia finalmente la propria parte.
Cordiali saluti,
Massimo Coppia
Segretario Generale
UIL Funzione Pubblica
Lario e Brianza