Continuano a far discutere le dichiarazioni del sindaco di Como Alessandro Rapinese pronunciate venerdì serata in diretta su Etv in merito alla situazione di insicurezza e degrado tra piazza Gobetti e i Portici Plinio legata in particolare a maranza, spacciatori e ubriachi.
“Se mi lasciassero le mani libere – ha detto Rapinese – la signora il giorno dopo troverebbe dei carmelitani scalzi intenti a pregare e non quei maranza. La verità è che siamo in Italia e purtroppo il sindaco non ha le mani libere. Ė capitato in diverse operazioni effettuate dalla polizia locale, di arrestare delle persone che ho visto il giorno dopo libere. Purtroppo non possiamo fare niente, noi persone civili siamo costrette a subire i comportamenti di questa manica di bifolchi. Gli strumenti li abbiamo, se solo potessimo usarli. C’è anche una telecamera nella piazza – ha ribadito il sindaco – ma non possiamo farne l’uso che vorremmo”.
Sul tema, dopo il presidente provinciale di Fratelli d’Italia Stefano Molinari, è intervenuto anche l’ex consigliere comunale sempre di FdI nonché colonnello della Guardia di Finanza, Sergio De Santis. Di seguito il suo intervento.

Caro Direttore,
ho letto con disappunto, ma senza sorpresa, la dichiarazione del Sindaco Rapinese in ordine all’avere le mani legate e a non poter far nulla in riferimento al degrado ed alla mancanza di sicurezza nella centrale Piazza Gobetti (ma aggiungerei altre zone della città, come affermato dal Presidente Provinciale di Fd’I, Stefano Molinari).
Disappunto perché ha alzato bandiera bianca proprio colui che esortava tutti a “stare sicuri che Como sarà più sicura” (cit. programma elettorale) e che non ci sarebbero più state, col suo mandato, situazioni di degrado al punto da paragonare via Anzani a “Tijuana, una delle zone più pericolose del Centro America”.
Ma non sono sorpreso, perché già dal programma elettorale, con l’idea di mantenere la delega alla sicurezza – che invece a mio parere andrebbe gestita, anche politicamente, da esperti del settore – senza nessun accenno a come davvero combattere degrado e insicurezza, era più che ipotizzabile una débâcle, come puntualmente avvenuto.
Un Sindaco, che è membro effettivo del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, e che ha alle dipendenze una moderna, efficiente e ben comandata Polizia Locale, non può sostenere di avere le mani legate e non poter far nulla.
Un Sindaco può e deve fare tutto, a cominciare dall’ascolto perché, come disse il Presidente Luigi Einaudi, è fondamentale conoscere per deliberare. Ma per conoscere (ed evitare improvvisazioni) non basta leggere i dossier, è necessario andare in mezzo alla gente e, soprattutto, ascoltarla.
Distinti saluti.
Col.(ris.) Sergio De Santis
già Consigliere Comunale di Como