Un gesto di grande valore, rivolto ai più piccoli pazienti dell’ospedale Sant’Anna: l’associazione ProTin Odv ha donato alla Neonatologia un sistema di transilluminazione, modello Astodia DIA 100, per un valore complessivo di 1.680 euro. Il dispositivo è uno strumento utile per il lavoro clinico quotidiano in Terapia Intensiva Neonatale: consente la visualizzazione non invasiva dei vasi sanguigni nei neonati, attraverso un sistema di illuminazione a led con lunghezze d’onda specifiche. Questo permette al personale medico e infermieristico di individuare vene periferiche e strutture sottocutanee con maggiore precisione, facilitando l’inserimento sicuro e rapido di cateteri o accessi venosi, operazioni particolarmente delicate nei neonati prematuri o critici.

“Ringraziamo ProTin per l’ennesimo gesto di vicinanza e supporto concreto al nostro reparto – commenta il dottor Mario Barbarini, direttore della Terapia Intensiva Neonatale di Asst Lariana – Il sistema di transilluminazione che ci è stato donato è uno strumento estremamente utile che ci aiuta ad agire con ancor più efficacia e sicurezza. È particolarmente prezioso nei neonati con peso molto basso o con condizioni critiche, dove ogni manovra deve essere eseguita con la massima precisione”. “Sapere di poter contare su un’associazione come ProTin, che ci affianca da anni con competenza e sensibilità, – sottolinea – è per noi un valore aggiunto e una risorsa fondamentale”.
Il ruolo dell’associazione ProTin Odv
L’associazione ProTin Odv si dedica al sostegno delle famiglie dei piccoli prematuri. Da tempo è al fianco della TIN del Sant’Anna, fornendo supporto materiale attraverso non solo la donazione di arredi (come le poltrone per l’allattamento), dispositivi per la fototerapia e strumentazioni tecniche, ma anche offrendo supporto emotivo e pratico ai genitori dei piccoli ricoverati. Tra le attività svolte vi sono servizi di ascolto telefonico, accompagnamento durante il percorso ospedaliero e iniziative per sensibilizzare la cittadinanza sulle problematiche legate alla prematurità. L’associazione è composta da genitori e volontari che mettono a disposizione il proprio tempo per rendere più umano, accogliente e meno gravoso il periodo di ricovero.

“Questa donazione rappresenta un altro passo nel nostro impegno quotidiano a fianco della Terapia Intensiva Neonatale del Sant’Anna e dei piccoli guerrieri che vi sono ricoverati – dichiara Francesca Ubbizzoni, presidente della ProTin – Sappiamo quanto ogni dettaglio possa fare la differenza nella cura di un prematuro. Per questo cerchiamo, con i mezzi a nostra disposizione, di offrire un supporto concreto al personale sanitario e alle famiglie, affinché nessuno si senta solo in un momento così delicato”.

“Esprimiamo gratitudine alla ProTin – osserva il direttore sanitario di Asst Lariana, Brunella Mazzei – per il costante impegno e la generosità dimostrata nel sostenere i bisogni dei neonati e delle loro famiglie, rafforzando ogni giorno il legame tra comunità e ospedale”.
Specifiche tecniche del sistema di transilluminazione
Tutti i piccoli pazienti della TIN necessitano di accessi venosi attraverso i quali ricevere i farmaci, le infusioni e, spesso, anche la nutrizione parenterale. Posizionare un accesso venoso, sia che si tratti di una cannula periferica, sia che si tratti di un catetere centrale, è spesso difficile poiché le vene non sono né visibili, né palpabili, come avviene invece per i pazienti più grandi e per gli adulti. La puntura con l’ago è dolorosa ed è fonte di stress per il neonato, pertanto è importante che la manovra vada a buon fine rapidamente, evitando così più tentativi.
Una metodica di supporto agli operatori è proprio la transilluminazione: una fonte di luce fredda ad alta intensità (gialla o rossa in base alla tipologia del paziente) posta sotto l’arto del neonato che permette di identificare con maggiore sicurezza la vena da pungere e di seguirne il decorso, rendendo quindi la manovra non solo più semplice ma, soprattutto, meno stressante per i neonati. Questa modalità operativa può essere utilizzata anche durante i prelievi ematici, procedura che, vista la complessità dei pazienti, viene eseguita quasi quotidianamente. Si tratta di uno strumento semplice da usare, in quanto richiede un addestramento minimo, le dimensioni sono piccole e quindi è possibile portarlo anche durante gli STEN (servizi di trasporto di emergenza neonatale), agevolando gli operatori nell’assistenza e nella stabilizzazione dei pazienti outborn, prima di trasferirli in Terapia Intensiva Neonatale.