Newslab
Attualità

A volte i ‘miracoli’ accadono: ecco 10 milioni, salvi oltre 400 lavoratori e due aziende in Lombardia

L’angoscia cede il passo al sollievo per i dipendenti dello storico marchio di macchine agricole. Dopo le incertezze di agosto, la trattativa per il salvataggio del Gruppo BCS — realtà simbolo del settore con sedi ad Abbiategrasso e Cusago (nel Milanese) e Luzzara (in provincia di Reggio Emilia) — ha raggiunto un punto di svolta decisivo.

L’incontro cruciale dello scorso 9 settembre in Assolombarda ha confermato l’ingresso di un nuovo partner industriale, segnando un passaggio fondamentale per il futuro del gruppo.

Il piano di rilancio del Gruppo Fulchir: ripartenza a ottobre 2026

Il Gruppo Fulchir, avanzato come nuovo partner di riferimento, ha formalizzato la costituzione di una Newco (nuova società operativa) che prenderà in affitto il ramo d’azienda. L’operazione integrerà:

  • I marchi storici: BCS, Mosa e Ferrari.

  • Le attività produttive: con ripartenza ufficiale dei siti stabilita per ottobre 2026.

A sostegno del capitale circolante e della ripartenza industriale, l’operazione sarà supportata da un’immissione immediata di capitale proprio tra i 5 e i 10 milioni di euro, affiancata da linee di credito bancarie dedicate.

Lavoro, tutela totale: tutti i 430 dipendenti assorbiti

L’avanzamento più importante rispetto al tavolo di agosto al Mimit riguarda la tenuta occupazionale:

  • Assunzione integrale: tutti i 430 lavoratori attualmente in forza passeranno direttamente nella Newco, evitando il confinamento nella vecchia società (“Bad Company”).

  • Cassa Integrazione (Cigs): sarà attivata una procedura di Cigs per ristrutturazione. Il piano prevede un rientro progressivo delle maestranze in fabbrica.

  • Pieno impiego entro il 2028: l’obiettivo dichiarato è il reintegro totale della forza lavoro entro l’inizio del 2028.

Il via libera dei sindacati e la politica locale

I sindacati Fim, Fiom e le Rsu hanno espresso un giudizio favorevole sugli avanzamenti, annunciando il confronto formale per la firma dell’accordo quadro e le assemblee con i lavoratori in calendario per il 22 settembre. Sebbene si mantenga una certa cautela visto il percorso ancora lungo, la soddisfazione per la salvaguardia del perimetro occupazionale è diffusa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA