L’Isola Comacina, l’unica perla emersa del Lago di Como, non è solo un’oasi naturalistica di rara suggestione. Tra la fitta vegetazione e i riflessi cristallini del Lario batte un cuore di avanguardia architettonica e culturale: le Case per Artisti, vero capolavoro del Razionalismo italiano realizzate tra il 1933 e il 1940 dal celebre architetto Pietro Lingeri.
Oggi l’isola si trova alla vigilia di una svolta storica grazie a un maxi-piano di riqualificazione da quasi 88 milioni di euro che ne reinterpreterà il futuro.
Il capolavoro del Razionalismo: la visione di Pietro Lingeri
Commissionate dall’Accademia di Brera per ospitare brevi soggiorni estivi di artisti italiani e belgi, le residenze rappresentano uno dei massimi esempi di integrazione tra architettura e paesaggio. Pietro Lingeri (1894-1968), figura di spicco del Modernismo comasco, riuscì a fondere l’innovazione formale con il rispetto profondo per la memoria del territorio.
Dettato anche dalle restrizioni autarchiche dell’epoca, l’uso sapiente della pietra di Moltrasio e del legno locale convive con le grandi superfici vetrate, dando vita a un’estetica senza tempo.

Design e architettura: uno studio immerso nella natura
Sviluppate su tre livelli con una pianta rettangolare essenziale, le abitazioni sono progettate per creare un rapporto osmotico con il paesaggio lariano:
-
Lo Studio a doppia altezza: Il centro creativo della casa, illuminato da finestre a tutta altezza con imposte a sezioni staccate per modulare la luce naturale.
-
La zona living e panoramica: Al piano terra la cucina e il soggiorno si aprono su un porticato, mentre il livello superiore accoglie la camera da letto, il bagno e una balconata con vista sul lago.
-
Materiali e trasparenze: Murature in pietra locale, coperture in lastre di ardesia e specchiature in vetrocemento verso nord creano un equilibrio perfetto tra solidità e trasparenza.
Dopo decenni di abbandono, un restauro conservativo avviato nel 2005 e diretto dagli architetti Andrea Canziani e Rebecca Fant ha restituito le residenze al loro splendore, riaffermando il ruolo dell’isola come polo d’ispirazione internazionale.
Il futuro dell’isola: un progetto da 87,8 milioni di euro
L’Isola Comacina si appresta ora a cambiare volto grazie a un’imponente operazione di project financing promossa dalla Provincia di Como. Il modello di partenariato pubblico-privato prevede la gestione e ristrutturazione dell’isola da parte di investitori privati per 25 anni, al termine dei quali il patrimonio e le migliorie torneranno interamente in mano pubblica.
Il piano prevede un investimento complessivo di 87,8 milioni di euro destinato a:
-
Restauro delle antiche chiese medievali e valorizzazione dei siti archeologici.
-
Riqualificazione dei giardini e del patrimonio botanico.
-
Messa in sicurezza ambientale con il rifacimento di fognature, acquedotto e depuratore subacqueo.
La rinascita della Locanda e i grandi nomi in gara
Il ritorno economico per i privati deriverà dalla riapertura e gestione della storica Locanda dell’Isola Comacina, del bar La Botte e dell’intera accoglienza turistica. L’obiettivo del Comune di Tremezzina e della Fondazione Isola Comacina è completare i lavori di urbanizzazione per riaprire ufficialmente le strutture ricettive nel corso del 2027.

Tra i pretendenti in lizza per la gestione spiccano nomi di primo piano del panorama imprenditoriale e del luxury:
-
Gruppo QC Wellness, guidato da Andrea e Saverio Quadrio Curzio.
-
Mikhail Kusnirovich, imprenditore alla guida del colosso del lusso Bosco di Ciliegi.
-
Giovanni Costantino, coproprietario di Sunlake Catering e CEO di Blunotte Eventi.
-
Vincenzo Dascanio, celebre flower e event designer.
L’Isola Comacina si conferma così un laboratorio unico al mondo, dove la grande storia medievale, il Razionalismo del Novecento e la grande imprenditoria contemporanea si incontrano sulle acque del Lago di Como.
