Mentre in Consiglio si dibatte sulla proposta (respinta) di intitolare il futuro lungolago ad Alida Valli (o a Giuseppe Terragni, nella versione del deputato Claudio Borghi), mentre il nipote si indigna e qualche consigliere cerca su Wikipedia chi fosse costei e mentre un po’ ci vergogniamo -e pure a ragion veduta – di essere finiti sulle maggiori testate nazionali per una questione del genere, Como continua serenamente a guardare il dito mentre il saggio indica la luna.

Già, perché in mezzo a tutto questo pasticcio dovremmo solo ringraziare il cielo che a nessuno sia venuto in mente di corredare gli articoli che ci hanno dedicato con una foto aggiornata dell’oggetto del contendere invece che con quella della divina Valli.

Perché, se qualcuno l’avesse fatto, tutti avrebbero visto questo: una steppa, una prateria arsa dal sole (di giugno, a Como) attraversata da tubi di irrigazione evidentemente senza alcuna ragione di esistere se non quella di rendere ancora più orribili le aiuole.

E poi lavande sfinite, prati ridotti a un tratturo, pontili in disuso pieni di sterpaglie, cavi e quadri elettrici del vicino cantiere che nessuno si è preso la briga di schermare.

A segnalarlo, ancora una volta, la consigliera Ada Mantovani, vedetta instancabile delle brutture della nostra città, in un post tra l’arrabbiato e il rassegnato.

“Disturba tornare sui soliti argomenti! Parecchio! – scrive Mantovani – Non posso tuttavia esimermi dal segnalare che l’unico tratto di lungo lago (fronte Piazza Cavour) non interessato dal cantiere delle paratie si presenta in condizioni a dir poco indecenti. Lo so fa caldo, molto caldo, ma ciò non giustifica che l’ex passeggiata Zambrotta (poi arredata e gestita da Amici di Como fino al passaggio nelle competenze del Comune, Ndr) debba presentarsi nello stato indecoroso in cui versa! Una steppa, pure sporca! Curiamo, tuteliamo il nostro territorio perché è il nostro tesoro più prezioso”.