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Ph: Pixabay
Attualità

Anche alle elementari Como Centro saltano pre e dopo scuola. Rabbia di una mamma: “Delibera del Comune a fine giugno. Noi avvisati solo ora”

Il problema del mancato servizio di prescuola e doposcuola di cui avevamo raccontato l’altro ieri riportando le lamentele della mamma di un bambino di una scuola materna cittadina, non riguarda solo i più piccoli ma anche gli alunni delle primarie.

“Questo servizio è stato sospeso anche nelle scuole elementari dell’Istituto Comprensivo Como Centro e molto genitori si trovano ora in difficoltà con gli orari di lavoro, oltre che con gli orari di fratelli o sorelle più piccoli che entrano e escono dall’asilo in scaglioni spesso completamente diversi – racconta la mamma di un alunno iscritto alle elementari di via Fiume – capisco le difficoltà organizzative e le risorse scarse ma in altre regioni e nel privato una soluzione è stata trovata: perché nelle scuole pubbliche di Como no?”

Nel mirino, come già nel caso della scuola materna, anche le tempistiche nella comunicazione ai genitori: “Andando a guardare sul sito del Comune si trova la delibera relativa alla sospensione del servizio che risale a fine giugno – dice – perché noi genitori siamo stati informati a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico?”.

Rabbia alle materne di Como Centro, una mamma: “Orari scaglionati, no inserimento, no doposcuola, comunicazioni all’ultimo secondo”

In effetti il 24 giugno scorso la Giunta ha deliberato di non erogare, almeno fino a dicembre, il prescuola e doposcuola, già sospeso l’anno scorso. Alla base di questa decisione, l’esiguo numero di famiglie che storicamente fanno richiesta di questo servizio (56 alunni per l’anno scolastico 2021-2021 e unicamente negli Istituti Comprensivi di Como Centro e Rebbio) che comporterebbe la creazione di un numero elevatissimo di “bolle” con altrettanti operatori, oltre che l’assenza di spazi scolastici e la necessaria deroga agli ingressi scaglionati previsti dalle scuole, con la conseguente responsabilità da parte del Comune di verificare lo stato di salute di chi entra a scuola.

Una situazione complessa, da qualsiasi parte la si guardi, che però rischia di mettere in seria difficoltà le famiglie che, benché poche, facevano affidamento su questo servizio per poter riprendere a lavorare serenamente.

2 Commenti

  1. Il vero problema è un altro: non assumono! Se non fanno il concorso per assumere nuovi educatori è la fine dei servizi. Questo è il motivo per cui non attivano i servizi. Anni fa i servizi venivano coperti su più scuole addirittura con il servizio di trasporto da Camnago Volta a Via Fiume e per Civiglio… il prescuola, mensa e doposcuola veniva garantito su più scuole ma oggi non è più possibile per la mancanza di personale. La scelta è puramente politica se dare un futuro al servizio e soprattutto alle famiglie… senza voler fare polemiche, a voi ogni conclusione. Cordialità

  2. Quella delle bolle è una scusa, dato che riescono comunque ad organizzare il post scuola del venerdì pomeriggio, durante il quale i bambini di tutte le classi si mischiano insieme.

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