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Bimba annegata, l’assessore: “I divieti ci sono, vanno rispettati. Offese e insulti ai vigili quando intervengono”

Esattamente 24 ore dopo la tragedia della piccola Arwa, la bambina di 9 anni annegata nel lago davanti al Tempio Voltiano, zona vietata, questa sera è stato l’assessore alla Protezione Civile, Michele Cappelletti, a intervenire in consiglio comunale esprimendo cordoglio e vicinanza ai familiari e chiedendo un minuto di silenzio all’assemblea.

“La morte della piccola Arwa ci lascia sgomenti e addolorati – ha affermato – il nostro primo pensiero va ai genitori, ai familiari e a chi le voleva bene. Vogliamo esprimere a loro il cordoglio dell’intera comunità per questo dolore immenso”.

L’assessore però ha voluto anche stimolare “una riflessione, se da questa tragedia vogliamo trarre un insegnamento”.

“Quella zona non è destinata alla balneazione – ha proseguito – la segnaletica è chiara e visibile, il luogo è pericoloso. Purtroppo, la Protezione Civile, la Polizia locale e altri hanno dedicato tempo a evitare che si entrasse in acqua, ma sono stati insultati e contestati, e la gente poi tornava in acqua. Oggi è facile pubblicare video e scrivere commenti indignati su facebook, più difficile è dire a chi entra in acqua che è vietato”.

E ancora: “Si deve avere il coraggio di informare, prevenire ed esporsi personalmente. Ma chi si espone, e lo sanno bene gli agenti della Polizia locale e della Protezione Civile, riceve insulti, offese e contestazioni. A loro va il mio ringraziamento, a loro dobbiamo rispetto e riconoscenza. Dietro ogni divieto non c’è un capriccio ma la volontà di proteggere una vita”.

Infine, Cappelletti ha affermato che “dobbiamo dirci la verità, nessuna barriera e nessun controllo potranno mai superare il rispetto delle regole. Possiamo intervenire, sanzionare ma non presidiare ogni metro di costa 24 ore su 24. Bisogna rispettare le regole, ignorarle significa esporre se stessi e gli altri a pericoli. E allora, per onorare la piccola Arwa, rispettiamo quei divieti, ognuno deve fare la propria parte per evitare che certe tragedie si ripetano”.

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