Sono otto le imprese all’opera nel primo bacino del Lago di Como ad aver presentato un esposto con oggetto il pontile “Villa Margherita”, a Villa Geno, dove dal 1 settembre è stato aperto e attivato l’attracco per i taxi boat e le barche un tempo operative al molo di Sant’Agostino.
Un provvedimento che ha scatenato un diluvio di polemiche, segnalazioni per l’insicurezza dell’approdo e che, pochi giorni fa, è sfociato in un ricorso al Tar da parte della Società Consortile Nautica Lago di Como con lo studio legale Lavatelli-Latorraca.

Ora arrivano le puntualizzazioni e le domande presentate dagli 8 operatori, seguiti dall’avvocato Vincenzo Sapone nell’esposto –segnalazione urgente in “materia di sicurezza delle persone, della navigazione e dei luoghi di lavoro. Pontile “Villa Margherita”, località Villa Geno, Comune di Como, in esercizio dal 1° settembre 2026. Richiesta di sopralluogo e di verifiche tecniche urgenti, di adozione dei provvedimenti di rispettiva competenza — ivi compresa la sospensione dell’esercizio in pendenza degli accertamenti — e di acquisizione della relazione tecnica dell’ing. Aldo Gatti del 1° settembre 2026″. (relazione redatta dopo il sopralluogo eseguito il 30 agosto 2026, fra le ore 9 e le ore 11, in condizioni meteomarine calme, in assenza di vento e con onda residua quasi inesistente. ndr)

Innanzitutto – dopo aver ripercorso le tappe che hanno portato alla realtà attuale – viene segnalato come “le modalità concrete di attuazione concentrano su una singola struttura galleggiante, collocata in un passaggio ristretto e già teatro di un incidente mortale, un carico di utenza che gli stessi atti quantificano nell’ordine di un migliaio di operazioni giornaliere in alta stagione, per giunta senza presidio per una parte rilevante del tempo di apertura. Il pontile è già in esercizio dal 1° settembre 2026, con contestuale cessazione dell’accessibilità del pontile di Sant’Agostino. Il rischio non è più prospettico: è attuale e quotidiano. Nei primi due giorni di esercizio la stampa locale ha documentato passeggeri investiti dagli spruzzi in condizioni di lago “appena mosso” e rallentamenti nelle operazioni di ormeggio”.
Una realtà ben visibile nei video pubblicati da ComoZero. Da qui dunque muove le mosse l’esposto che si concentra sulle criticità e sulla relazione dell’ingegnere Galli. Ecco alcuni passaggi: “È da escludere a giudizio dello scrivente (l’ingegnere Gatti ndr) che questa locazione (pontile Villa Margherita) e questa attrezzatura possa essere usata in sicurezza per un imbarco o sbarco frequente e ripetuto. Anche nel caso che si limitasse l’utilizzo a un massimo di due imbarcazioni contemporaneamente”.
E ancora: “I bruschi scostamenti, lo sbandamento trasversale significativo e velocemente variabile sconsigliano il transito a tutti gli utenti, e ancor più a persone anziane o non allenate e non abituate alla vita in barca”; “Il moto relativo importante e poco prevedibile fra barca e banchina in fase di accosto è sicuro fattore che porta ad incidenti e danni non solo alle cose (barche) e anche alle persone”.
Questo passaggio ha una conseguenza precisa “che si sottopone all’attenzione di codesti Enti (l’esposto è stato inviato a Prefettura di Como, Autorità di Bacio del Lario e dei laghi minori, Ente Nazionale per l’aviazione civile, Comando provinciale dei vigili del Fuoco): la mitigazione su cui si regge l’intero impianto autorizzatorio — il contingentamento a sei persone e a poche unità per volta — è dichiarata insufficiente dal perito. Non si tratta di un problema di affollamento, ma del comportamento dinamico della struttura in sé, che si manifesta anche con due sole imbarcazioni e a lago calmo”.
Vengono poi analizzati aspetti riguardanti i corrimano che non proteggono dalla caduta in acqua; il sistema di ormeggio, la collocazione. Attenzione poi al fatto che l’esercizio non è presidiato per tredici ore al giorno e per quattro mesi l’anno oltre all’assenza di un piano di emergenza, di procedure e di dotazioni di soccorso”.
Luce poi sul meccanismo tariffario. “Il sistema addebita € 10,00 per ogni imbarco e € 10,00 per ogni sbarco, con addebito immediato sul wallet all’atto della prenotazione (art. 7) e senza restituzione in caso di mancata presentazione (artt. 7 e 12). La prenotazione decade se l’unità non si presenta nell’ora prescelta, con perdita del turno e dell’importo. L’art. 11 impone che le operazioni si svolgano «nel minor tempo tecnicamente necessario» e ammette due operazioni consecutive”, si legge nell’esposto.

Di rilievo anche il fatto che “all’Ing. Gatti, ingegnere iscritto all’albo e costruttore navale iscritto nel registro della Capitaneria di Genova, non sia stato consentito l’accesso al pontile. Egli ha dovuto ricavare le dimensioni della struttura da fotografie satellitari e i dettagli costruttivi da immagini riprese a distanza, e ha potuto ricostruire lo schema di ancoraggio soltanto ricorrendo all’immersione di un sommozzatore. La simulazione di accosto è stata eseguita «senza sbarco perché non consentito». Una struttura aperta al pubblico, finanziata e gestita da soggetti pubblici, i cui parametri di sicurezza devono essere conoscibili dagli utenti e dagli operatori che ne rispondono, è stata sottratta all’esame di un tecnico incaricato dagli operatori medesimi”.
Tutto ciò porta a chiedere alla Prefettura di Como di :
- disporre con urgenza un sopralluogo tecnico congiunto sul pontile “Villa Margherita”, con la partecipazione degli Enti in indirizzo e dei rappresentanti degli operatori, in condizioni di traffico ordinario e con transito di unità del servizio pubblico di linea, verbalizzandone gli esiti;
- di convocare il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ovvero un tavolo tecnico, con la partecipazione del Comune di Como, di CSU, della Gestione Governativa Navigazione Laghi, dell’Autorità di Bacino del Lario e dei laghi minori, dell’E.N.A.C., dell’Aero Club Como, delle Forze di polizia e delle associazioni rappresentative degli operatori;
- di valutare, nelle more degli accertamenti, la sospensione dell’esercizio del pontile ovvero la concessione in via provvisoria di un altro pontile, così da consentire l’esercizio parallelo dei due approdi per il tempo necessario alle verifiche (l’Amministrazione Comunale ha provveduto con incredibile sollecitudine al distacco e all’immediato smaltimento del pontile di Sant’Agostino), onde evitare un ulteriore nocumento economico irreparabile.
- di acquisire dal Comune di Como copia integrale della nota prefettizia di cui al prot. com. n. 98051 dell’11 giugno 2026 e degli atti che ne hanno dato attuazione, verificando se le procedure informatizzate adottate corrispondano all’indirizzo impartito o non ne realizzino, al contrario, l’effetto opposto in punto di attese in acqua.
All’Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi Minori
- di verificare l’idoneità dello specchio d’acqua di manovra e ormeggio concesso (mq 180,00) a sostenere il volume di traffico atteso e le attese in acqua generate dal sistema di prenotazione oraria
- di verificare, anche mediante ispezione subacquea, l’idoneità del sistema di ancoraggio a corpi morti descritto nella relazione allegata, con specifico riguardo alla labilità del sistema rilevata dal perito (assenza di diagonali incrociate nelle linee di ormeggio) e alla lunghezza delle catene;
- di adottare i provvedimenti di competenza in ordine alla regolamentazione dello specchio acqueo antistante, alla segnalazione dell’area, alle precedenze rispetto alle rotte del servizio di linea e alle modalità di attesa delle unità prenotate.
All’E.N.A.C. e, per conoscenza, all’Aero Club Como
- di valutare la compatibilità della concentrazione, in prossimità della punta di Villa Geno, di un migliaio di operazioni giornaliere di imbarco e sbarco e delle connesse manovre e attese in acqua, con i vincoli e le aree di rispetto dell’Idroscalo internazionale di Como, tenuto conto che la larghezza fra le sponde in quel punto è di circa 660 metri e che — secondo la relazione allegata — lo spazio residuo per la navigazione è inferiore alla metà.
Alla Regione Lombardia – Direzione Generale Trasporti e Mobilità sostenibile
di esercitare la vigilanza spettante alla Regione, quale ente di coordinamento e controllo, sull’esercizio da parte del Comune di Como delle funzioni delegate in materia di demanio lacuale e navigazione ai sensi della l.r. 4 aprile 2012 n. 6 e del r.r. 27 ottobre 2015 n. 9, con specifico riguardo agli obblighi di sicurezza e manutenzione gravanti sul concessionario e alla vigilanza sulla corretta fruizione della struttura.
Al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Como
- di verificare l’accessibilità dell’approdo ai mezzi di soccorso via terra e via acqua, l’esistenza e l’adeguatezza di un piano di emergenza e delle dotazioni di salvataggio, i tempi di intervento attesi in caso di persona in acqua — con particolare riguardo alle fasce orarie e ai periodi privi di presidio — e la gestibilità dello scenario di rientro contemporaneo di decine di unità in caso di temporale improvviso, descritto nella relazione allegata.
