La primaria Corridoni di via Sinigaglia e la materna di Salita Cappuccini possono essere chiuse: ne abbiamo parlato poco fa in questo articolo.
E’ questa la sentenza del Tar arrivata oggi che dà ragione al Comune di Como che, a novembre 2024, aveva inserito nell’elenco delle scuole da chiudere, o accorpare, all’interno del Piano di Razionalizzazione la materna di Como Sole, che si sposterebbe nella sede della primaria in di via Montelungo.
Diversa la vicenda della primaria di via Sinigaglia che, invece, in un primo tempo non appariva nel documento redatto dal Comune tanto da essere indicata tra le sedi alternative per gli alunni della “Sauro” di via Perti.

Dopo il ricorso a Tar dei genitori, che avevano ottenuto l’annullamento della chiusura, le idee della giunta Rapinese erano cambiate decretando la scelta di chiudere, invece, la scuola accanto allo stadio Sinigaglia con la proposta di realizzare al suo posto un autosilo.
E gli oltre 200 alunni della scuola? Il Comune ha indicato come alternativa la primaria “Filzi” di Tavernola, che fa parte del medesimo Istituto Comprensivo, e per alcune classi lo spostamento nella vicina scuola media “Foscolo” di via Borgovico dove però non c’è ancora alcuna traccia degli annunciati lavori di realizzazione di nuove aule al posto dell’attuale terrazzo all’ultimo piano.

“Stiamo leggendo in questo momento la sentenza, ma l’idea è che tutte e tre le scuole oggetto di ricorso (la primaria di via Sinigaglia, quella di Ponte Chiasso e la materna di Salita Cappuccini Ndr) siano state trattate senza entrare nel merito di nessuno dei punti che avevamo presentato, con una certa superficialità per così dire, tanto che alla fine quello che viene detto è semplicemente che si tratta di una decisione esclusivamente in capo all’amministrazione comunale – è il commento a caldo di Simone Molteni, presidente del Consiglio d’Istituto di Como Borgovico di cu fa parte la scuola di via Sinigaglia – quel che è certo, da un lato, è che il Comitato Genitori farà sicuramente appello e che, finché ci sarà spazio per farlo, continueremo a lottare affinché la scuola resti aperta, grazie anche al sostegno di moltissimi cittadini che ci stanno inondando di messaggi di solidarietà rendendosi disponibili a sostenerci anche nelle spese di una prossima azione legale”.

“L’altro aspetto, però, è che qui si tratta di una responsabilità politica che è impossibile ignorare – prosegue Molteni – in un momento in cui la città di Como non è mai stata così ricca, le decisioni della giunta Rapinese sono paradossalmente orientate continuamente non a migliorare i servizi ai cittadini, ma a toglierli senza alcuna logica nemmeno di risparmio in favore di qualcun altro, come nel caso della scuola Corridoni. Piscine, parcheggi, scuole, l’aumento della Tari: tutte decisioni frutto di una responsabilità politica che qualcuno deve prendersi”.
Como, chiusura scuole Corridoni e di Salita Cappuccini il Tar dà ragione al Comune: ricorsi respinti