Doppia decisione del Tar che ha respinto i ricorsi presentati contro la chiusura delle scuole di Corridoni, via Sinigaglia, e di Salita dei Cappuccini. La notizia è di queste ore e arriva a conclusione di un lungo braccio di ferro che da un lato ha visto famiglie e comitati e dall’altro il Comune con il sindaco Alessandro Rapinese. Quindi la scelta del primo cittadino non è stata stoppata e l’addio ai due plessi è confermato. Ovviamente ci sono possibilità di ricorso e la vicenda potrebbe non essere conclusa.

Tra le primissime reazioni quella del Partito Democratico che è intervenuto con una Nota del segretario cittadino Daniele Valsecchi:
Corridoni e Salita Cappuccini: lo stesso errore due volte. Come già per Ponte Chiasso. Al fianco delle famiglie per difendere i quartieri e la scuola pubblica.
La sentenza del TAR sul ricorso dei genitori delle scuole Corridoni e Salita Cappuccini definisce un punto di vista strettamente formale e giuridico che, come rappresentanti delle istituzioni, rispettiamo. Ma la legalità formale delle procedure, da sola, non basta a fare una buona amministrazione. Una scelta può essere legittima sulla carta, ma restare profondamente sbagliata nei fatti e nei metodi se calata dall’alto, senza empatia e senza una reale comprensione dei bisogni della comunità.

Siamo davanti allo stesso errore, diabolicamente ripetuto. Questa amministrazione sembra non imparare mai dai propri passi falsi: dopo aver tentato di smantellare un presidio educativo fondamentale a Ponte Chiasso, ignorando le proteste e i bisogni delle famiglie di quel quartiere, oggi ripete lo stesso identico copione con le scuole Corridoni e Salita Cappuccini. Si utilizzano i cavilli burocratici o l’esito di una sentenza per coprire una totale mancanza di programmazione scolastica, di visione futura e di rispetto per la cittadinanza.
Voglio esprimere tutta la mia vicinanza e il pieno sostegno del Partito Democratico di Como ai genitori e alle famiglie che in queste ore hanno dichiarato con coraggio: “Non ci arrendiamo”. La loro tenacia non è un semplice impuntamento burocratico, o egoismo, ma un atto d’amore verso i propri figli e verso i quartieri in cui vivono. Quando i genitori difendono una scuola, stanno difendendo l’anima stessa di una comunità, la vitalità dei nostri quartieri e il diritto a servizi di prossimità efficienti. L’attuale amministrazione esulterà per una vittoria legale, ma dimentica di aver subito una pesante sconfitta politica e umana: quella dell’ascolto e della progettazione.

Su una cosa vogliamo essere estremamente chiari fin da subito: governare una città complessa come Como non significa arroccarsi dietro i commi di una delibera, trasformare i luoghi dell’educazione in aree di sosta, e rispondere ad una mera logica di numeri, giocando a spostare bambini come pacchi, senza una minima competenza su didattica, strumenti educativi e scopo degli edifici.
Con noi al governo della città, la scuola Corridoni non sarà mai un autosilo. E Salita Cappuccini sarà e resterà un gioiello dedicato all’infanzia.
Non permetteremo che gli spazi dedicati alla crescita dei nostri figli vengano sacrificati sull’altare di una visione claustrofobica che vede solo numeri, cemento e parcheggi, anziché persone e comunità viventi.
Noi guardiamo avanti. Vogliamo una Como per tutte e tutti i comaschi, che rimetta al centro i bambini, la scuola pubblica, la conciliazione dei tempi per le famiglie e il diritto di vivere ed
essere comunità.
Alle mamme, ai papà e ai comitati civici diciamo: noi ci siamo, siamo pronti ad ascoltarvi, a raccogliere le vostre proposte e a camminare al vostro fianco.
Il cammino verso le elezioni amministrative del 2027 serve proprio a questo: a costruire, insieme a tutta la coalizione di centrosinistra e alle forze vive della città, un’alternativa solida fatta di cura del territorio, progettualità condivisa e rispetto autentico per i cittadini comaschi. Dovremo disfare i tanti, gravi errori dell’amministrazione attuale, per costruire una città migliore.
Daniele Valsecchi
Segretario Cittadino Partito Democratico di Como
Poi hanno parlato i rappresentanti dei genitori: