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Como, taxi boat: “Noi, stufi di essere ostaggio degli irregolari. Ok i Daspo ai buttadentro, ora fermare le barche”

A Como potrebbe nascere un nuovo consorzio di società di taxi boat per mettere fine al caos del servizio che regna ogni soprattutto al molo di Sant’Agostino. Ad annunciare la possibile mossa è Pietro Peddone, presidente dell’Associazione noleggio da diporto nata pochi mesi fa dal precedente comitato spontaneo tra operatori.

“Come noto, noi sosteniamo che il pontile principale per le barche non vada assolutamente spostato in fondo a viale Geno, come invece vorrebbe il sindaco Alessandro Rapinese – dice Peddone – Sono moltissime le ragioni per cui quello spostamento non avrebbe senso, a parte il fatto che a noi risulta che il trasferimento al momento sia bloccato nonostante gli annunci sui giornali del primo cittadino. Ma, in ogni caso, è vero che si potrebbe e si dovrebbe offrire qualche servizio migliore al turista anche a Sant’Agostino. E per questo stiamo pensando di unire le forze per un nuovo consorzio di professionisti seri e rispettosi di un codice etico ben preciso, nella speranza che un domani l’amministrazione possa prevedere una concessione per quelle strutture e quei servizi”.

Peddone e la sua associazione, intanto, da molto tempo conducono una dura battaglia contro il fenomeno dei buttadentro e delle società a loro dire poco trasparenti che offrono il servizio di taxi boat a Como: “Ma finalmente vediamo controlli serrati e assidui, con sanzioni pesanti, su entrambi i fronti. Negli ultimi tempi abbiamo visto quanti Daspo sono stati emessi dalle forze dell’ordine e quanti altri controlli a tappeto sono stati fatti. Siamo molto soddisfatti di questa linea dura, perché così vengono tutelate le aziende oneste e professionali. Ora confidiamo che un nuovo capitolo sia quello delle verifiche sul rispetto di tutte le normative di sicurezza per chi naviga, perché servono requisiti molto specifici ed è necessario che tutti li rispettino”.

Poi la proposta decisamente dura: “Ciò che serve davvero sono norme o un regolamento che fermi le barche e non soltanto il buttadentro irregolare. Anche perché se ne prendi uno, magari la stessa azienda ne ha altri 3 o 4 che continuano a lavorare e intanto le barche continuano pure a viaggiare e a procurarsi un ingiusto vantaggio competitivo sulla concorrenza”

Infine, un’ultima recriminazione: “Benissimo i controlli, ripeto. Ma era davvero ora: siamo stufi di essere in ostaggio di chi non risponde alle regole o di un’amministrazione che parla solo sui giornali e non dà mai risposte alle richieste. Ricordiamoci che ci sono operatori che hanno investito mezzo milione o si è indebitata per offrire un servizio in regola e all’altezza e questa gente non può essere schiacciata da improvvisati o furbi”.

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