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Attualità

Così (ri)nasce #vianatta. Maxi progetto tra arte, cultura eventi e cibo. Con Crowdfunding

Da tempo seguiamo con grande interesse l’attività dei giovani e talentuosi esercenti di via Natta.

Matteo, Elia e gli altri giovani leoni di via Natta. “Fiori, arte, eventi: rinasce la contrada” 

Como morta e soporifera? Simon gallerista anglo-svizzero dice no: “Via da Lugano, qui c’è vita” 

Ecco, ci sono novità importanti in arrivo:

Che via Natta fosse una via potenzialmente figa (e piena di sorprese) lo si era capito già da un po’.

Quella piccoletta, senza il fascino un po’ Brera-style di via Borgovico Vecchia, senza la storia e la bellezza di via Vittani e senza i negozi di grande richiamo delle vie dello shopping sembrava destinata a restare per sempre la scorciatoia verso il centro di chi parcheggia in viale Varese.

Sì è vero, qui ci sono il Chiostrino di Sant’Eufemia e palazzo Natta ma, diciamocelo, ospitare saltuariamente mostre e essere il BelloAddormentato del centro storico (in attesa che il bacio di chicchessia lo svegli e gli dica cosa sarà di lui) non sono esattamente il miglior rimedio all’oblio.

E invece lei, via Natta, un bel giorno da crisalide un po’ così ha stupito tutti aprendo inaspettatamente delle splendide ali. E così, lo abbiamo raccontato, ecco che un giovane gallerista la preferisce a Lugano (e Milano) per aprire il suo vivacissimo spazio espositivo, ecco qualche nuovo negozio e locali (tutt’altro che banali), quasi tutti gestiti da ragazzi under 40, che affiancano le attività storiche.

C’era tutto, mancava solo il coraggio di spiccare il volo ma oggi questo coraggio è arrivato: due degli ultimi arrivati in questa via, Simon David della Galleria Ramo e Matteo Garavaglia di Tigella Bella, hanno infatti deciso di volare (decisamente) alto e di presentare un progetto che, con il patrocinio del Comune di Como, intende far vivere questa via attirando le persone attraverso l’arte.

E che arte.
“L’idea è di commissionare vari artisti che possano interagire e creare un progetto site-specific che si inserisca all’interno della nostra Via Natta, nella speranza di attirare persone a deviarle dalla via principale dello shopping per immergersi in una strada piena di arte, cultura, eventi e cibo – spiegano gli organizzatori nella presentazione del progetto “Contrada Natta. Via culturale”.

E (cosa affatto scontata) guardano anche al di là dei confini della loro via e di un (seppur sacrosanto) interesse personale: “Portando l’attenzione del pubblico su un percorso artistico si potrebbe sviluppare una collaborazione per valorizzare di più la Pinacoteca e la Biblioteca Comunale. Sperando anche di dare importanza a Luigi Borgomainerio, un Nattese celebrato caricaturista morto nel 1876 a Rio De Janeiro”.

E così ecco pronto l’hashtag #vianatta, l’idea di presentare quattro eventi di alto livello nel corso di un anno e persino i primi nomi che spuntano (almeno per ora) dal cassetto dei desideri: Alex Dorici, artista comasco di fama internazionale noto per le sue installazioni Scotch Drawing oppure l’artista ticinese Oppy De Bernardo che, in una notte di marzo, ha invaso la Piazza Grande di Locarno con 6.500 salvagente di ogni forma e colore, tra fenicotteri rosa, coniglietti, delfini e paperelle (e 18 km di corde oltre all’aiuto di 150 volontari).

Ce la faranno? Le intenzioni sono serissime tanto che, a breve, partirà un crowdfunding con lo scopo di finanziare queste iniziative: a partire da 10 € in su, chi donerà riceverà un ringraziamento sotto forma di cartolina, un buono per assaggiare una tigella fino a un’opera offerta dalla Galleria Ramo.

Non resta che aspettare e tenere d’occhio questa geniale, piccola via del centro che sta provando a diventare grande.

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2 Commenti

  1. Seguiamo e sosteniamo queste iniziative che con il sostegno di persone “intelligenti” contribuiscono a rendere vivo il centro e lo valorizzano, oltre evidentemente evitare l oramai diffusa desertificazione delle attivita

  2. Fatemi capire: devo pagare per sovvenzionare una attività commerciale? Mah: uno investe in una attività che pensa gli dia utili, se va male o bene si chiama rischio di impresa…

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