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Dal governo pioggia di milioni al tessile di Prato e Biella. Braga: “A Como nessun aiuto, si rimedi”

Il governo aiuta i distretti tessili di Biella e Prato e Como chiede altrettanta attenzione a Roma. Ad affrontare il tema, la deputata comasca del Pd Chiara Braga. “Condividendo le istanze della Camera di Commercio di Como-Lecco, delle diverse associazioni di categoria e organizzazioni sindacali, ho presentato insieme al collega Peluffo, capogruppo in Commissione Attività produttive, un’interrogazione ai ministri delle Imprese e del Made in Italy, e dello Sviluppo economico affinché anche per il Distretto tessile di Como-Lecco vengano adottate specifiche politiche di sostegno al comparto aventi finalità e contenuti analoghi a quelli che hanno recentemente interessato le altrettanto importanti filiere tessili dei territori di Prato e di Biella” dice la capogruppo lariana del Pd a Montecitorio, che ha presentato il testo oggi alla Camera.

Il riferimento a cui si aggancia è quello delle agevolazioni finanziare a sostegno della competitività delle filiere tessili di Biella e Prato appena varate dal governo tramite decreti. L’obiettivo dichiarato dal ministro dello Svillupo economico è “supportare programmi di investimento delle imprese che prevedono la realizzazione di progetti dall’elevato contenuto innovativo e sostenibile, risultato di attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, in grado di valorizzare il patrimonio di competenze e tradizioni del distretto pratese e dell’industria tessile biellese. Riguardo alla filiera di Biella particolare importanza avrà l’istituzione di appositi poli di innovazione del settore”.

Per gli interventi il Ministero dello sviluppo economico ha destinato al Comune di Prato 10 milioni di euro per il 2022, così ripartiti: 8 milioni per la concessione di contributi diretti alle imprese operanti nel settore tessile del distretto e 2 milioni per la realizzazione di progetti di sistema. Le risorse assegnate in favore dell’industria biellese sono, invece, pari a 5 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2022 e 2023.

“Il Distretto tessile lariano, al quale afferiscono oltre 1.300 imprese che occupano in totale circa 15.200 dipendenti – afferma ancora Braga – è custode di un patrimonio di tradizioni, competenze tecnico-industriali e artistiche da valorizzare e sviluppare. Basti solo pensare che per quanto concerne l’utilizzo della seta il 70% della produzione europea viene lavorato nella provincia di Como. Parimenti ad altri territori, duramente segnato dalle conseguenze della crisi pandemica da Covid-19 e dagli effetti negativi globali della guerra russo-ucraina che hanno portato ad un aumento consistente dei costi energetici e delle materie prime, il Distretto tessile lariano non ha tuttavia beneficiato di alcuna forma di sostegno concreto”.

“Ho chiesto quindi al Governo di intervenire – conclude Braga – in modo da permettere anche al Distretto tessile lariano di essere adeguatamente supportato per affrontare al meglio le sfide di un futuro ormai prossimo quali quelle della digitalizzazione, della sostenibilità e della ricerca sperimentale potenziando e rilanciando un’attività d’impresa territoriale riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Mi auguro che questa richiesta possa essere condivisa dagli altri colleghi parlamentari comaschi e lecchesi e sostenuta dai rappresentanti del Governo espressione del nostro territorio”.

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Un commento

  1. “Mi auguro che questa richiesta possa essere condivisa dagli altri colleghi parlamentari comaschi e lecchesi e sostenuta dai rappresentanti del Governo espressione del nostro territorio”. Anche i comaschi non parlamentari. Soprattutto a china town Prato..ci sono 3 distretti siano finanziati tutti!

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