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Dopo l’inferno sulle strade comasche, Acus: “I doveri del Comune e quello ignorato dopo 25 anni”

Dopo la giornata di gigantesco caos vissuto in città e ancora più sulla Lariana, a causa della chiusura del lungolago di Como per i lavori sulla tombinatura, anche l’Associazione Civica Utenti della Strada(Acus) prende posizione. Di seguito la nota del presidente, l’avvocato Mario Lavatelli.

Preso atto della chiusura del Lungolago Trieste – per interventi manutentivi, della durata di dieci giorni – e la paralisi del traffico derivatane, ACUS Como tiene a rammentare, da un lato, il dovere dell’Amministrazione di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione ex art. 14 C.d.S. e, dall’altro, la necessità di ripristinare il “tavolo della mobilità”, ferma la possibilità di convocare una conferenza di servizi, quando è coinvolta la viabilità extracomunale con conseguenze che riguardano non solo disagi per gli utenti della strada, ma anche rischi, connessi al blocco o al rallentamento della circolazione, per i mezzi di soccorso.

Il “tavolo” – attivato dalla precedente Amministrazione ed ignorato dall’attuale, con la quale ACUS non ha potuto instaurare alcun confronto, pur presente, fattivamente, da oltre 25 anni – avrebbe consentito/consentirebbe di coinvolgere con adeguato anticipo gli Enti interessati, assicurando una completa valutazione di tutti gli interessi coinvolti, delle problematiche connesse alla mobilità e l’esame di soluzioni, peraltro più volte proposte da ACUS.

Ciò, anche per la “costruzione” di una città davvero sostenibile, in un’ottica di dibattito e confronto costruttivo sulle tematiche della mobilità, con particolare attenzione alle esigenze delle persone, pur nel perseguimento, da parte dell’Amministrazione, dell’interesse pubblico che deve essere ponderato anche nel confronto con i Comuni interessati e sotto la sorveglianza della Prefettura.

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