Se a Como c’è una zona calda, è proprio quella di Como Borghi.
Tra Ticosa, via Milano (parte alta pure nei pensieri del vicepremier, Matteo Salvini: qui), via Anzani (e relativi giardini, qui), la rotonda di piazza san Rocco (qui), l’Ippocastano (qui), San Martino (qui), convocare un incontro qui equivale, almeno sulla carta, ad andarsela a cercare.

E chi, tra tutti gli assessori, poteva pensare di offrirsi come vittima da sacrificare al rito collettivo dell’incontro pubblico “sulle tematiche del quartiere, per dare il vostro contributo”, come recita il volantino affisso nel quartiere?

Ovviamente lui, l’assessore all’Ecologia e all’Ambiente Marco Galli, che conferma ancora una volta la sua delega quale Assessore alle Rogne (bisogna riconoscegli serafica, talora olimpionica, pazienza).

Nella sede del Centro Civico di via Grandi, oggi pomeriggio si è tenuto infatti un affollato incontro con i cittadini (non un’assemblea di zona come erroneamente indicato sulle affissioni comparse nel quartiere) voluto proprio da Galli, che ha tenuto come ultima tappa della sua tournée per i quartieri, proprio quello dove è cresciuto.

“So che avete in borsa i pomodori pronti da tirarmi – dice con una punta di sano realismo – ma sono qui per raccogliere le vostre idee”.
Messi da parte, non senza fatica, i temi non di sua competenza (sicurezza, parcheggi, buche, convocazione dell’assemblea di zona e chi più ne ha più ne metta), e fatte annotare le segnalazioni più spicciole (Vania Zorzella e Cristiano Conti dell’Ufficio Ambiente che lo accompagnavano avranno avuto le penne roventi) ecco finalmente i temi capaci di scaldare gli animi del quartiere.
Ticosa? No (“Finalmente abbiamo il cronoprogramma dell’intervento di bonifica. Non avverrà domani ma si farà”). Ippocastano? Nemmeno: “Conosco i problemi di quella zona ma sono favorevole a valorizzarla piuttosto che a farne un maxi parcheggio tipo Tavernola. Infatti ho fatto piantare un nuovo ippocastano”. (Cosa ne penserà il collega Vincenzo Bella? che è di tutt’altro avviso? Qui i dettagli).

Raccolta differenziata? Ni (“Il nuovo capitolato sarà più completo. E a breve avremo una squadra di Guardie Ecologiche Volontarie che potranno elevare sanzioni”).

I veri temi caldi della serata, quelli da selva di mani alzate e toni accesi, sono stati due: i giardini di via Anzani e (sorpesa) le aree cani.

Per quanto riguarda i primi, Galli è realista: ”Ho apportato modifiche all’appalto di manutenzione del verde e da giugno le cose cambieranno. Per i giochi, invece, devo fare i conti con i soldi che ho a bilancio. Abbiamo cambiato l’altalena rotta, faccio il possibile ma non posso darvi tempi certi”.
E i bagni? “Fanno parte del secondo lotto di interventi in previsione per il 2020 (il primo riguarderà i bagni del centro)”.

E i giardini di via Leoni? Qui Galli spariglia le carte e punta sul modello già sperimentato con successo a Ponte Chiasso: “La mia proposta è trasformarli interamente in un’area cani di grandi dimensioni, con spazi separati per cani piccoli e cani di taglia grande. Cosa ne pensate?”.

Richieste di chiarimenti, controproposte (“Facciamola sulle aiuole di viale Giulio Cesare”), brusii, toni che si alzano: alla fine la votazione per alzata di mano, sotto lo sguardo perplesso dell’unico cane presente, ha portato a un pareggio. Palla al centro per l’assessore, che deciderà il da farsi.

Alla fine, dopo due ore di discussione, un evidentemente provato Galli si avvia verso il Consiglio Comunale con in tasca la medaglia, assolutamente guadagnata sul campo, di assessore coraggioso (o temerario?). Perché ora, messe da parte le parole, deve dimostrare di saper fare buon uso di tutte le critiche, ma anche di tutte le proposte e le idee che sono emerse stasera.
