È possibile ripensare una città in un’ottica sostenibile? Trasformare asfalto e grigio urbano in vegetazione, parchi, colori e luoghi da vivere insieme? Due classi quarte dell’indirizzo economico-sociale dell’Istituto Teresa Ciceri ci hanno provato. Non con grandi piani urbanistici o promesse astratte, ma attraverso uno strumento semplice e spesso sottovalutato: il potere trasformativo dell’immaginazione.
All’interno del progetto L’arte di fare eco, guidato da Ecofficine e Luminanda con il contributo di Fondazione Cariplo attraverso il bando Clima creativo, gli studenti hanno scelto quattro luoghi simbolo di Como e li hanno messi in discussione. Piazza Cavour, la Santarella della ex fabbrica Ticosa, viale Varese, piazza Vittoria: luoghi che, per motivi diversi, raccontano qualcosa della città di oggi e di ieri.
A partire da qui, i ragazzi hanno lavorato per immaginare scenari alternativi, concreti e desiderabili. Con l’aiuto dell’illustratrice Giada Negri hanno dato libero sfogo alla loro creatività e ai loro sogni, per una città più sostenibile, inclusiva e vivibile.
Spiega Micol Dell’Oro, presidente di Ecofficine e responsabile dell’area formazione della cooperativa sociale: “L’arte di fare eco nasce con l’obiettivo di rendere studentesse e studenti più consapevoli delle trasformazioni climatiche in atto e del loro impatto sulle città, stimolandoli a immaginare e a proporre soluzioni sostenibili e inclusive. Il progetto ha utilizzato l’arte come strumento per tradurre temi complessi in forme accessibili, condivisibili e capaci di attivare il confronto pubblico”.
La scuola ha aderito con convinzione alla proposta: “Gli studenti hanno apprezzato in particolare la dimensione laboratoriale e creativa, meno presente nei percorsi didattici ordinari. Il percorso ha richiesto una partecipazione attiva anche oltre l’orario scolastico e i ragazzi hanno risposto con impegno e continuità, dimostrando coinvolgimento e senso di responsabilità lungo tutto il progetto”.
Il percorso si è sviluppato come un processo partecipato in cui gli studenti, 42 in totale, hanno avuto un ruolo attivo in tutte le fasi, dalla definizione dell’idea progettuale alla sua realizzazione. Le attività hanno combinato momenti di approfondimento sui temi ambientali, realizzati anche con il contributo di realtà del territorio, laboratori artistici, incontri con professionisti, sperimentazione di diversi linguaggi espressivi, dalla fotografia al disegno, dal collage alle pratiche di arte partecipata.
Mercoledì 22 aprile, giornata mondiale della Terra, la città di Como sarà animata dall’evento conclusivo dell’iniziativa.

“L’arte di fare eco”, due anni di riflessioni e lavoro sulla città sostenibile
“L’arte di fare eco” ha coinvolto per due anni scolastici gli studenti e le studentesse delle attuali classi quarte, sezioni A e B, dell’indirizzo economico-sociale.
Al termine del primo anno, nel corso di una vera e propria Maratona Creativa, le allora classi terze, divise in cinque gruppi, hanno presentato altrettante progettualità in cui il cambiamento climatico era collegato a due linguaggi creativi diversi per dare forma a un’opera di arte partecipata. Al termine della giornata gli stessi studenti hanno votato il progetto su cui lavorare nel secondo anno. Tra le altre, è risultata vincente l’idea di un’opera di fotografia e arte digitale su Como per raccontare la storia della città e la sua evoluzione come città sostenibile.
Nell’anno scolastico in corso l’iniziativa è entrata nella fase realizzativa. Gli studenti delle attuali classi quarte hanno iniziato a collaborare per trasformare l’idea scelta in un’opera d’arte partecipata sul cambiamento climatico. Le due classi hanno lavorato per tutto l’anno scolastico con un incontro laboratoriale al mese sui quattro luoghi della città individuati come significativi: piazza Cavour, la Santarella, l’ex centrale elettrica della fabbrica Ticosa, viale Varese, piazza Vittoria. Hanno studiato questi luoghi attraverso più livelli di lettura: la memoria, grazie all’analisi di fotografie d’archivio; il presente, tramite uscite sul campo e produzione di scatti fotografici; la percezione collettiva, attraverso interviste ai passanti per raccogliere punti di vista sulla città.
A partire da questo materiale, hanno elaborato visioni di trasformazione urbana orientate alla sostenibilità e all’inclusione, in linea con l’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030, dedicato alle città sostenibili.
Gli studenti hanno immaginato una città più colorata e aperta allo scambio, con spazi culturali e ricreativi per tutti. Una città da vivere in libertà e sicurezza con la possibilità di sostare su tavoli e panche ombreggiati o protetti dalla pioggia, senza il pericolo di auto per i bambini e senza paure. Una città più verde con mezzi elettrici efficienti e parcheggi interrati per consentire alle persone maggiore spazio di movimento.
Le idee sono state tradotte in disegni e testi, poi rielaborati dall’illustratrice Giada Negri in quattro opere grafiche digitali che saranno esposte in grande formato il 22 aprile.
Spiega Giulia Guanella, referente del progetto per Luminanda: “Il progetto conferma come educazione, arte e partecipazione siano strumenti potenti per formare cittadini consapevoli e responsabili, capaci di affrontare la crisi climatica in modo critico e creativo. Attraverso strumenti come la fotografia e l’arte digitale, ragazze e ragazzi hanno sviluppato uno sguardo critico sulla città e formulato proposte concrete che tengono insieme sostenibilità ambientale e qualità della vita. Il progetto dimostra come l’arte possa generare consapevolezza e attivare forme di partecipazione reale”.
L’evento finale di mercoledì 22 aprile
La mattina di mercoledì 22 aprile, a partire dalle 10, studentesse e studenti saranno protagonisti di una camminata simbolica che attraverserà i luoghi significativi della città, da piazza Cavour alla Santarella, da viale Varese a piazza Vittoria, con partenza e ritorno al Liceo Ciceri. Durante il percorso, i partecipanti porteranno con sé quattro opere grafiche digitali, esito del lavoro svolto durante l’anno, che saranno progressivamente esposte nei diversi spazi urbani, attivando un dialogo diretto con i cittadini.
Al rientro a scuola le opere saranno allestite nell’aula magna del Liceo Ciceri e presentate alle altre classi, con gli stessi studenti nel ruolo di guide. L’evento finale intende moltiplicare la partecipazione, coinvolgere la cittadinanza e creare un’opera capace di generare eco, nel senso più ampio del termine, anche al di fuori del territorio comasco: un impatto che risuoni nelle comunità e tra le persone, stimolando riflessione, consapevolezza e azione concreta.
Spiega Micol Dell’Oro: “L’evento del 22 aprile rappresenta non solo la conclusione del percorso, ma anche un momento di apertura alla città, con l’obiettivo di stimolare un confronto pubblico sulle trasformazioni possibili degli spazi urbani. L’evento finale restituisce alla comunità il risultato di un processo partecipato in cui i giovani hanno avuto un ruolo attivo e decisionale in tutte le fasi, dalla progettazione alla realizzazione”. Prosegue: “In questa prospettiva, il progetto si configura come un modello replicabile di educazione alla sostenibilità, capace di connettere scuola, territorio e cittadinanza attiva, e di restituire ai giovani un ruolo centrale nell’immaginare il futuro delle città”.