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Scuola Corridoni, chiusura sospesa: opposizioni scatenate contro Rapinese

Lo stop arrivato dal Consiglio di Stato alla chiusura della scuola di via Corridoni in attesa dell’udienza del 15 settembre, ha subito acceso il dibattito politico. Molto duro l’intervento della Lega. A prendere la parola sono Elena Negretti (Capogruppo della Lega in Consiglio Comunale a Como e Commissario della Sezione di Como della Lega) e Paolo Muttoni (Coordinatore provinciale della Lega Giovani Cumasch).

Ecco l’affondo:

La decisione del Consiglio di Stato, per il quale ringraziamo l’avvocatura dello Stato, di bloccare la chiusura della storica scuola di via Corridoni è l’ennesimo fallimento di un Sindaco ormai alla deriva. Rapinese voleva sradicare i bambini dalla scuola di via Sinigaglia per spostarli nel plesso di via Fiume, un decisione dell’ultimo minuto, improvvisata e presso una struttura fatiscente. Ringraziamo il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha dimostrato attenzione e vicinanza al nostro territorio affiancando le famiglie in questa battaglia di buonsenso.

Le immagini shock di quell’edificio restano uno schiaffo in faccia a tutta la città e certificano il fallimento totale di questa amministrazione miope e superficiale. A questo punto il dubbio è lecito e sorge spontanea una domanda: come mai questa fretta assurda di sgomberare la scuola? Cosa si nasconde dietro questa urgenza incomprensibile di spostare i ragazzi in spazi non a norma?

Quando Rapinese era in minoranza, chiedeva le dimissioni del Sindaco in carica per molto meno. Ci aspettiamo che, in coerenza con il suo stile, la stessa regola valga ora per lui e per la sua amministrazione. È intollerabile forzare uno sgombero per rinchiudere i bambini in ambienti palesemente inidonei millantando il contrario. L’arroganza non può nascondere l’incompetenza. Chi ha fallito deve ora assumersi le proprie responsabilità e chiedere scusa alle famiglie e alla città, togliendo il disturbo. Infine ci chiediamo dove siano finiti i consiglieri di maggioranza, tutti rigorosamente in silenzio, complici di questo disastro pur di non contraddire Rapinese e continuare a scaldare la loro poltrona. Ma la pacchia è finita e presto dovranno rendere conto a tutti i cittadini!

Immediato anche l’intervento di Alessandro Nardone, segretario cittadino di Fratelli d’Italia:

La sospensiva del Consiglio di Stato è una buona notizia per gli alunni della Corridoni, per le loro famiglie e per tutto il personale scolastico. Adesso aspettiamo gli accertamenti richiesti, con l’auspicio che confermino quanto già evidenziato dall’Ufficio scolastico regionale e che si arrivi al risultato per il quale tante famiglie si stanno battendo da settimane: riaprire la Corridoni e restituirla ai suoi bambini.

Rimane però l’ennesima situazione di conflitto che Como avrebbe potuto tranquillamente risparmiarsi. Ed è ancora una volta conseguenza dello stesso problema: un’Amministrazione che non dialoga con i cittadini, con i corpi intermedi e nemmeno con le altre istituzioni. A pagare le conseguenze di questo modo di amministrare non è soltanto Rapinese. Le paga Como.

La nostra città ha bisogno di un Sindaco che torni a essere un punto di riferimento per i propri cittadini, non il loro nemico.

Secco l’intervento del consigliere regionale di Forza Italia, Sergio Gaddi:

Gioisco della sentenza del Consiglio di Stato e confido che l’ufficio scolastico regionale confermi i pareri contrari al trasferimento già espressi. Il sindaco in maglietta che si vendica sui bambini e sposta armadi mentre altri operai buttano gli arredi dalla finestra è la scena più brutta mai vista a Como, che rompe il patto sociale. Ma la vera domanda è quale sia l’interesse pubblico, non privato, che porta ad abbattere una scuola perfettamente funzionante per farne un autosilo nel posto più bello della città. Perchè questa fretta irrazionale a pochi giorni dall’inizio della scuola, cosa c’è dietro, qual è il vero disegno del sindaco?

Soddisfatto della decisone del Consiglio di Stato, il segretario provinciale di Fratelli d’Italia, Stefano Molinari:

Il Consiglio di Stato ha sospeso oggi il provvedimento relativo alla chiusura e al trasferimento degli alunni della scuola Corridoni di via Sinigaglia, rinviando la decisione a una nuova udienza fissata per il 15 settembre. Una decisione importante per i bambini, per le famiglie e per tutta la comunità scolastica della Corridoni.

Ma è anche il momento di ribadire una considerazione politica che sostengo da mesi: questa vicenda ha evidenziato ancora una volta una grave mancanza di programmazione da parte del sindaco.

Non si può decidere la chiusura di una scuola senza avere prima individuato e verificato concretamente una soluzione alternativa. Non si può arrivare a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico cambiando continuamente sede, scoprendo solo ad agosto che una delle principali alternative individuate non è percorribile e tentando poi di organizzare in fretta e furia un trasferimento in una struttura sulla quale sono state sollevate importanti criticità dall’Ufficio scolastico regionale.

Questa non è programmazione. È improvvisazione. E oggi il Consiglio di Stato, sospendendo il trasferimento e chiedendo ulteriori approfondimenti, rende ancora più evidente quanto fosse necessario affrontare questa vicenda con maggiore prudenza, competenza e visione.

Personalmente ho seguito questa vicenda passo dopo passo, mantenendo costantemente il confronto con il Sottosegretario all’Istruzione Paola Frassinetti e lavorando affinché le criticità venissero portate all’attenzione delle istituzioni scolastiche regionali e del Ministero.

L’intervento dell’Ufficio scolastico regionale e del Ministro Valditara ha contribuito a riportare la vicenda all’attenzione delle istituzioni competenti e a chiedere quelle verifiche che, a mio avviso, avrebbero dovuto essere fatte molto prima.
Ora c’è una nuova scadenza, il 15 settembre. Il mio auspicio è che nel frattempo prevalgano finalmente il buon senso e l’interesse dei bambini.

Io continuo a sostenere una posizione chiara: la Corridoni deve rimanere aperta. Prima vengono i bambini, le loro famiglie e il diritto a una scuola sicura e adeguata.

Poi l’intervento di Civitas con il presidente Bruno Magatti e il segretario Giorgio Livio:

Lo scalone d’accesso alla scuola media Parini (inagibile da 5 anni), le piscine sempre chiuse (compresa quella per disabili e per la riabilitazione in acqua di via del Doss), la bocciofila di via Balestra e i produttori locali del mercato coperto entrambi cacciati per fare spazio al nulla, il salasso sui posteggi accompagnato da divieti per velocipedi e altri “capolavori” che tralasciamo, ci dovevano avvertire che prima di finire tra le “memorie tristi” della città questa amministrazione aveva in serbo i suoi fuochi d’artificio.

Queste brevi considerazioni si aggiungono alle tante dei giorni passati riguardo alla incredibile gestione della scuola elementare Corridoni. Ora che il Consiglio di Stato rende necessario ritornare alla casella zero, suona ancora più stonata una decisione affatto necessaria, non programmata, assurda e talmente unilaterale da suscitare l’opposizione corale di genitori, docenti, consiglio d’istituto, ufficio scolastico provinciale, sindacati, rappresentanze politiche, singoli cittadini e persino il ministro Valditara.

Dov’è la dignità di un Sindaco e di una Giunta che ancora una volta sono costretti a tornare sui propri passi non già dalla deliberazione di un magistrato ma dalla opposizione di un’intera città? Il tonfo di quanto nei giorni scorsi è stato lanciato dalle finestre della via Fiume è quello di un’amministrazione! Conosciamo questo sindaco e non ci aspettavamo passi indietro. Ma questi passi li possono fare coloro che siedono nei banchi della maggioranza.

Il nostro invito è rivolto a loro: salvate la vostra dignità personale, non lasciatevi travolgere fino in fondo e irreversibilmente dalle conseguenze di questa ultima assurda decisione di un Sindaco cui avete già permesso troppo.

Abbandonate la maggioranza, migrando nel gruppo misto. Una successiva mozione di sfiducia al Sindaco deciderà se questo Consiglio comunale potrà proseguire fino a primavera.

Ecco la reazione di Nova Como con Vincenzo Falanga e Teresa Minniti:

Il Consiglio di Stato boccia Rapinese: sospeso lo sgombero della Corridoni

Ancora una volta, l’arroganza e l’approssimazione dell’Amministrazione comunale si sono scontrate con la realtà.
Lo avevamo detto durante lo sgombero raffazzonato in stile fantozziano di sabato: oggi lo certifica anche la giustizia amministrativa.

Quando ci battevamo per difendere le scuole del centro, Rapinese dichiarò che «i genitori pappemolli barattano la sicurezza dei propri figli per la comodità». Oggi tocca a noi chiedere al Sindaco se stia barattando la sicurezza dei nostri figli — stavolta reale, non presunta — per le proprie ripicche personali o, peggio, per finalità che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico.

Il video che circola in queste ore mostra aule insalubri per qualsiasi essere umano, figuriamoci per dei bambini. Davanti a un Sindaco che le dichiara “pronte”, la Giunta avrebbe dovuto dissociarsi e assumersi fino in fondo la propria responsabilità politica.

Nova Como continuerà a stare al fianco delle famiglie, difendendo il diritto dei bambini a una scuola sicura, dignitosa e radicata nella propria comunità.

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