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Il Pd: “Il video di via Fiume un pugno allo stomaco, Roperto si dimetta”. Gaddi: “Quali sono gli interessi in gioco?”

Nelle concitate ore del trasloco a tappe forzate dalla scuola Corridoni, destinata all’abbattimento per far spazio a un autosilo, verso le aule di via Fiume, con il sindaco Alessandro Rapinese che a poche ore dall’inizio dell’anno ha partecipato direttamente alle operazione nel weekend, arrivano durissime prese di posizione.

Il Pd chiede le dimissioni dell’assessore alle Politiche educative, Nicoletta Roperto, affermando che “il video che ha pubblicato ieri sera ComoZero sui locali di via Fiume è un pugno allo stomaco”.

“È un video che dimostra chiaramente e ulteriormente, dopo gli interventi di tecnici e istituzioni, come i bambini della Corridoni non possano essere trasferiti in via Fiume: locali non adatti, non idonei, non sicuri e privi di ogni minimo requisito igienico-sanitario – scrivono Daniele Valsecchi, segretario cittadino e Francesco Finizio, referente scuole – Le dichiarazioni rassicuranti del sindaco non possono nascondere quanto si vede e rendono ancora più incredibile quanto sta succedendo in questi giorni”.

“Tutta la maggioranza è responsabile di questa vergogna, a cominciare evidentemente dall’assessora alle politiche educative, Nicoletta Roperto, nonché vicesindaca, che continua a trincerarsi dietro un silenzio e una assenza assordante e colpevole – prosegue la nota – Questa situazione è gravissima e Roperto è politicamente responsabile di queste scelte, di queste decisioni. Per questo si chiedono le sue immediate dimissioni“.

Durissimo anche il consigliere regionale e segretario provinciale di Forza Italia, Sergio Gaddi. Il quale, oltre a contestare pesantemente la scelta in sé e le modalità di ciò che sta avvenendo – a poche ore dalla sentenza del Consiglio di Stato, dopo il ricorso al Tar che ha dato ragione al Comune – solleva anche una serie di interrogativi sulle ragioni profonde della vicenda.

Gaddi denuncia “la vendetta personale del sindaco contro i bambini e le famiglie, con lui in maglietta che si fa riprendere mentre sposta armadi e altri buttano dalla finestra gli arredi della scuola di via Fiume. Questa simbolicamente è la rottura del patto sociale, è l’abbruttimento di ogni senso civico di amministrazione. Un blitz di fine agosto contro il parere del provveditore, dell’ufficio scolastico regionale, del ministro”.

Poi ecco le domande: “Questa fretta, ma perché? Qual è il motivo di andare a chiudere una scuola nella zona più bella della città? La vera domanda è: quali sono gli interessi in gioco? Qual è l’interesse pubblico che porta a una scelta di questo tipo? A cancellare un presidio educativo che ha sempre funzionato in modo eccellente con apertura ai disabili, a chi ha esigenze particolari, una scuola eliminata per farci un autosilo“.

E ancora: “Lui ha sempre parlato di lobby, di poteri forti. Ci spieghi adesso: qual è il disegno di città che ha in mente? Purtroppo ahimè molti stanno unendo i puntini e ci sono prospettive decisamente inquietanti”.

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