Le firme raccolte ora sono 888 e la richiesta rimane sempre la stessa. “Se l’Amministrazione intende avviare un dialogo maturo e paritario, noi restiamo a disposizione. Se invece l’obiettivo è continuare a imporre decisioni unilaterali sacrificando Socco, continueremo a testa alta e con ogni strumento democratico e civico a fornire alla cittadinanza tutti gli elementi per valutare l’operato della politica locale”.
Siamo a Socco, frazione di Fino Mornasco, dove ormai da mesi si contrappongo i genitori dei bimbi della scuola Rodari – contrari alla decisione di chiudere la scuola – e l’amministrazione che ha più volte spiegato nel dettaglio le ragioni di tale decisione.
In ogni caso il tam tam e la movimentazione nella frazione del paese – che ha richiamato in passato anche politici regionali – prosegue senza sosta.
Il Comitato Cittadino “Rodari” Socco ha protocollato – il 9 luglio 2026 – negli uffici del Comune di Fino Mornasco, un’importante integrazione documentale relativa alla petizione popolare a tutela del plesso scolastico di Socco con ben 888 firme.
Tra i diversi motivi addotti per giustificare la chiusura, il numero in calo dei anti e delle iscrizioni. A tal proposito il Comitato interviene. “L’analisi oggettiva dei flussi dimostra la preferenza netta per la struttura di Socco rispetto ad Andrate. Tutte le cinque attuali classi di Andrate sono inferiori per numerosità rispetto a quelle di Socco (Andrate: 14/12/15/11/11 alunni vs Socco: 15/16/28/18/22 alunni). Inoltre, per il prossimo anno scolastico, le iscrizioni confermano il trend: Socco è stata scelta da 12/13 famiglie, a fronte di sole 3 preferenze per Andrate. Il Comitato avverte che la chiusura rischia di innescare una diaspora logistica verso i comuni confinanti (come Vertemate o Cadorago), dato che già oggi il 47% dei bambini residenti (39 su 83) si iscrive fuori territorio”.
La richiesta finale del Comitato viene ribadita. “Chiediamo la sospensione temporanea della decisione di chiusura, atto ritenuto imprescindibile per consentire l’avvio di un tavolo di concertazione sano, genuino e basato sul reciproco rispetto. La nostra mobilitazione prosegue in modo propositivo, determinato e nel rispetto delle istituzioni”, conclude il Comitato.