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Chiude la scuola in provincia, maxi manifestazione: genitori, bambini e tanti politici da Como

Tantissimi bambini, genitori e cartelli colorati. Come annunciato si è svolta questa mattina la manifestazione organizzata dal comitato “Salviamo la scuola di Socco”, all’esterno dell’istituto Rodari di Socco (frazione di Fino Mornasco).

La vicenda è nota e va avanti orma da tempo: ne avevamo parlato qui. E nonostante le spiegazioni del sindaco del paese sul perché si sia deciso di chiudere la scuola, i genitori non molla e oggi si sono dati  appuntamento per ribadire la loro contrarietà.

“Si tratta di una decisione irresponsabile. Chiudere la scuola non ha senso. Sindaco e dirigente scolastica hanno deciso senza ascoltarci – dice Federica Zanzucchi, presidente del comitato cittadino Rodari – La scuola è l’ultimo baluardo, un faro e il cuore cuore del nostro paese, luogo di sviluppo emotivo e crescita per i nostri bimbi. Qualcosa di irrinunciabile. Questa è la seconda scuola più scelta di Fino Mornasco con i numeri più alti. Il sindaco e chi cura l’istruzione dei bambin ne sono consapevoli?. Ci sarà uno strappo nel tessuto sociale. La nostra scuola si dee proteggere. Ci elencano i soldi investiti per le altre scuole e per Socco?”.

Socco – scuola Rodari

A prendere poi la parola il consigliere regionale di Forza Italia Sergio Gaddi. “Sono qui per dire poche cose. La prima è che uno degli interventi che un’amministrazione può fare per combattere la denatalità (tra i motivi della chiusura c’è la mancanza di nuove iscrizioni per il calo nelle nascite) è mantenere sempre aperte le scuole, è l’unico antidoto per impedire che si inverta la rotta. Se i servizi vengono tagliati si arriva qui – dice Gaddi –  La parola razionalizzazione spesso usate per giustificare scelte simili in realtà nei casi delle scuole significa eliminazione del tessuto sociale. Investire nel capitalo umano è l’unica possibilità di competere in modo reale e piacevole. Un’amministrazione gli ostacoli li deve rimuovere. La manutenzione è poi un altro tema che spesso è un falso tema, lo abbiamo visto anche a Como. Non tutto, può essere perfetto. Uno spiffero non può essere considera decadenza.”.

Chiaro anche il pensiero di Vincenzo Falanga e Teresa Minniti di Nova Como. “Quando una comunità non viene ascoltata la gente si muove. Voi ne siete un esempio – dice Falanga – Noi ci siamo sentiti nei giorni scorsi perchè anche a Como molti ragazzi si trovano in questa situazione. A Como non c’è neanche stata la possibilità di essere ascoltati e noi abbiamo cercato di portare avanti le nostre rimostranze. Se togliamo i servizi alle famiglie andiamo anche contro la volontà di creare una famiglia, senza servizi come si fa?”.

Socco – scuola Rodari

“Quando Federica mi ha chiamato ho sentito la stessa frustrazione che abbiamo provato quando il nostro sindaco ci ha comunicato la chiusura delle scuole – dice Teresa Minniti – Quando ho letto la lettera che vi ha inviato il vostro sindaco – gentile rispetto al nostro – io che di mestiere faccio l’avvocata, mi sono concentrata sulla considera dei bimbi come dei numeri e in base a questi agire”.

In strada anche Carlo Bordoni e Lorenzo Pedretti di Azione. ”   Salvare una scuola è un atto di estrema generosità specie ora che si sente sempre di più la denatalità – dice Bordoni – E’ una battaglia di civiltà.  Io insegno sport e ai ragazzi serve un baluardo vicino a casa. Invito il sindaco a fare un passo indietro”.

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