Il Lago di Como sempre sotto i riflettori internazionali grazie a un nuovo e approfondito appuntamento della celebre rubrica “36 Hours” del New York Times. Pubblicato il 17 settembre e firmato dalla giornalista Laura Rysman, con le fotografie di Pontus Berghe, il reportage traccia un itinerario di un fine settimana attraverso città, ville storiche, borghi caratteristici, ristoranti d’eccellenza e paesaggi mozzafiato del Lario.
Il quotidiano americano descrive uno specchio d’acqua incastonato tra montagne imponenti, dove convivono grandi dimore storiche e una lunga tradizione artigianale legata alla produzione della seta e alla costruzione navale. Un luogo che in passato ha conquistato letterati del calibro di Stendhal e Shelley e che oggi continua a esercitare un fortissimo richiamo globale, sebbene l’atmosfera attuale sia definita dal giornale “vivace, lontana da suggestioni puramente letterarie”.
1. Como e le prime tappe sull’acqua: il punto di partenza
Le 36 ore nel Lario cominciano inevitabilmente dall’acqua. Il New York Times consiglia di vivere il lago soprattutto in battello o a bordo di un’imbarcazione privata, osservando dal largo ville, giardini, antiche costruzioni e vette montuose. Vengono citate espressamente le barche artigianali di Ernesto Riva, realtà fondata nel 1771, i tour di Como Classic Boats a bordo di motoscafi Riva d’epoca e, in alternativa, il servizio pubblico di navigazione.
Per la prima cena la scelta consigliata cade su Una Finestra sul Lago a Carate Urio, particolarmente apprezzata per il panorama mozzafiato, la cucina di qualità e la ricca carta dei vini.
Il sabato si apre a Casabianca, facendo tappa da Cova, galleria d’arte e suite dove, all’interno della collezione della famiglia De Santis, il giornale segnala preziose opere d’arte. L’itinerario cittadino a Como si sviluppa toccando:
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Il Mercato Coperto, dove vengono menzionati specificamente il banco Casole Roccolo e la Bottega del Vino.
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Il Duomo, il Broletto e la basilica di San Fedele.
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La Pinacoteca Civica e il Museo della Seta.
Anche lo shopping d’autore trova ampio spazio nell’itinerario attraverso le insegne locali: Tessabit, A.Gi.Emme, A. Picci (con i suoi pregiati foulard e cravatte in seta locale), la Gioielleria Lopez e la Vineria Vitani.
Per il pranzo le opzioni suggerite sono due: La Fagurida a Tremezzo, specializzata in cucina della tradizione, oppure Figli di Fiori a Como.
2. Dalle ville ai giardini botanici del Lario
Il viaggio prosegue verso il centro lago, dove il New York Times suggerisce di alternare visite culturali e passeggiate rigeneranti. Tra le tappe imperdibili figurano:
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Villa del Balbianello a Lenno.
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Villa Carlotta a Tremezzo.
Entrambe le dimore sono fortemente valorizzate per i loro straordinari giardini. Il quotidiano ricorda che il particolare microclima del Lario ha permesso nel corso dei secoli la coltivazione di specie botaniche provenienti da aree lontane del pianeta, trasformando i parchi delle ville in veri e propri giardini botanici a cielo aperto. Il percorso tocca inoltre una sosta al parco Teresio Olivelli, per poi proseguire verso Lenno, Campo, Villa Balbiano, l’Antiquarium di Ossuccio e l’Isola Comacina.
3. Lenno, Laglio e Brienno: il Lario lontano dalla folla
Uno degli spunti più interessanti del reportage è l’invito esplicito a uscire dai circuiti turistici più affollati. Il New York Times indica infatti Brienno, Laglio e Lenno come destinazioni capaci di offrire un’esperienza più tranquilla e autentica rispetto a Bellagio e Varenna, oggi messe a dura prova da una crescente pressione turistica e dal fenomeno dell’overtourism.
A Lenno viene consigliata una piacevole passeggiata tra le caratteristiche vie del paese e lungo la riva, mentre da Ossuccio il percorso conduce verso l’Isola Comacina, l’unica isola del Lario, ricca di resti archeologici, una chiesa barocca e le storiche case per artisti. A Laglio, invece, il giornale descrive un borgo che sa mantenere la propria dimensione quotidiana e intima, nonostante la fama planetaria acquisita grazie a George Clooney. Tra le tappe gastronomiche della zona viene segnalato il ristorante Da Luciano, affacciato direttamente sull’acqua.
4. Da Argegno e Nesso fino ai sapori del Crotto del Misto
Tra le immagini più iconiche e fotografate del viaggio spicca Nesso, con il suo celebre Ponte della Civera e la spettacolare cascata che precipita fragorosamente nella gola sottostante. Il New York Times inserisce il borgo all’interno di un itinerario che parte da Argegno (dove si può prendere la funivia panoramica per Pigra) e prosegue lungo la sponda orientale. Il ponte medievale, raggiungibile attraverso una lunga e suggestiva scalinata, viene presentato come uno dei panorami più spettacolari dell’intero bacino lacustre. A questo proposito, il quotidiano ricorda anche che i tuffi dal ponte sono severamente vietati dalle autorità locali, sebbene resti possibile raggiungere l’acqua attraverso gli accessi regolarmente consentiti.
La domenica prosegue con una visita al Museo Barca Lariana a Pianello del Lario, meta caldamente suggerita a tutti gli appassionati di nautica e barche d’epoca. L’ultima tappa dell’itinerario è il Crotto del Misto, fondato nel 1832, ideale per gustare l’autentica cucina a base di pesce di lago.
Ne emerge un ritratto inedito del Lario: un territorio svelato non soltanto nella sua dimensione patinata del lusso e delle grandi ville aristocratiche, ma attraverso una trama diffusa di eccellenze autentiche che ne definiscono la vera identità. Un mosaico irripetibile di hôtellerie, cultura e paesaggio che, secondo il giudizio del New York Times, mantiene intatta la straordinaria capacità del Lago di Como di “incantare”.
