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Lui è Eragon, morto fulminato in una pozzanghera. Dolore e rabbia di Alberto: “Potevo solo guardare, siamo distrutti. Com’è possibile?”

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29 dicembre – Eragon (sì, come l’eroe della saga di Cristopher Paolini) aveva sette anni.

Super affettuoso, felice e orgoglioso membro della sua famiglia. Un beagle arrivato in casa a 3 mesi e mezzo.

Una storia d’amore tra uomo e cane che ha un inizio comune a molte altre: “In principio non lo volevo, poi mi hanno convinto moglie e figli, è bastato un attimo e non potevo più separarmene”.

La voce di Alberto Montagnolo è solida ma la commozione prende piede e le parole si interrompono. Chiediamo se ha voglia di raccontare e dice sì “perché è giusto”.

Quello che ha vissuto ieri sera è stato tremendo, veder morire chi ami a pochi centimetri nella piena consapevolezza dell’impotenza, dell’impossibilità modificare quanto sta avvenendo, è quanto di peggio si possa provare.

Dell’accaduto abbiamo parlato qui:

Scarica elettrica dal pozzetto in strada: beagle muore fulminato a Monte Olimpino. Trovati due cavi scoperti, indagini in corso

Alberto è uscito di casa con Eragon intorno alle 18.30 per la tradizionale passeggiata serale e ha seguito il solito itinerario: “Abito in zona via Cardina, sono sceso verso il semaforo percorrendo il lato sinistro, all’altezza di via Cardano”.

Poi tutto è accaduto in un istante: “Abbiamo attraversato la strada e Eragon ha fatto un salto”.

Già, ha messo le zampe in quella pozzanghera dove si stava disperdendo corrente chissà da quanto. Elettricità proveniente dal pozzetto di controllo di un lampione (poi risultato pieno d’acqua con all’interno due cavi scoperti, vedi articolo sopra).

La stessa cosa è successa, quasi contemporaneamente, a un pastore tedesco mentre passava con il suo proprietario: un balzo e molta paura ma, probabilmente grazie alla stazza diversa da un beagle, se l’è cavata.

Nel frattempo Alberto ha cercato ogni modo di soccorrere Eragon: “Ho provato a prenderlo ma ho preso la scossa anche io”.

Per Eragon sono stati istanti di dolore. “Era nell’acqua – racconta ancora Alberto – ha agonizzato per due, forse tre, minuti, poi ha smesso di muoversi, non potevo far altro che guardare. Dopo poco una signora mi ha dato uno straccio, in qualche modo l’ho avvolto e recuperato, poi con uno dei miei figli sono corso dal veterinario. Era troppo tardi”.

Una morte insensata: “Mia moglie è disperata, era sempre con lui, i miei figli stanno male”.

“Non è accettabile quello che è successo – conclude – mi chiedo come dalle centrali operative non vedano a computer che ci sono dei cavi scoperti. E aggiungo che poche settimane fa c’è stato un cantiere, non so di chi, proprio in quel punto”.

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