I lavori per la nuova metrotranvia Milano-Seregno sono al centro di un acceso dibattito in Regione Lombardia. Tra extracosti che sfiorano i 120 milioni di euro e criticità nella gestione del progetto, il futuro dell’opera solleva interrogativi sulla tempistica e sulle responsabilità.
Il nodo dei finanziamenti e le responsabilità
Durante un recente question time, il capogruppo della Lega, Alessandro Corbetta, ha sollevato la questione delle “cattedrali nel deserto”, riferendosi al rischio che i tratti da Desio in su rimangano incompiuti. La preoccupazione principale riguarda gli extracosti emersi in corso d’opera, per i quali Corbetta ha chiesto a Regione Lombardia di verificare le responsabilità di Città Metropolitana di Milano, soggetto attuatore dell’opera.
L’Assessore alle Infrastrutture, Claudia Terzi, ha confermato la complessità della situazione: “L’impegno di Regione è continuare il confronto per arrivare alla conclusione dell’opera, a cui mancano ancora 93 milioni di euro. Ci sono state sottovalutazioni da parte del soggetto attuatore che hanno portato alla sospensione dei lavori”.
Intanto, però, il blocco del progetto e lo slittamento del cronoprogramma proiettano un’ombra pesante sul futuro della mobilità locale: il rischio concreto è che la metrotranvia non arrivi mai in Brianza. Sebbene i cantieri siano già stati aperti, l’ipotesi di un ridimensionamento drastico è sul tavolo: il tracciato che dovrebbe collegare Nova Milanese, Desio e Seregno potrebbe essere pesantemente tagliato, limitando l’opera al solo comune di Nova o, nel peggiore dei casi, portando alla sua totale cancellazione nei tratti più a nord.
Uno scenario paradossale per un’infrastruttura attesa da oltre quindici anni. Firmata con l’accordo del 2010, l’opera ha visto i propri costi lievitare vertiginosamente, passando da 258 a 381 milioni di euro a lavori in corso. Tra errori progettuali e sottovalutazioni del soggetto attuatore, a pagare il prezzo più alto sono oggi i residenti e i commercianti della zona, costretti a convivere con i pesanti disagi di cantieri infiniti che rischiano di trasformarsi nell’ennesima “incompiuta”.
Il progetto: 14 km di nuova mobilità
La metrotranvia non è solo un restyling, ma una vera e propria rivoluzione della mobilità per l’area nord di Milano. L’infrastruttura sostituisce la vecchia linea per Desio, prolungandola fino a Seregno.
I numeri della linea (sulla carta):
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Lunghezza: 14,3 chilometri.
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Fermate: 25 (distanza media 540 metri).
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Comuni attraversati: 8 (Milano, Bresso, Cormano, Cusano Milanino, Paderno Dugnano, Nova Milanese, Desio e Seregno).
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Connessioni: Collegamenti diretti con le stazioni ferroviarie per Malpensa, Como, Bergamo e Monza.
Caratteristiche tecniche e sostenibilità
Il progetto, gestito da CMC, prevede una sede protetta per quasi tutto il tracciato, garantendo un’alta velocità commerciale e limitando le interferenze con il traffico stradale. Il percorso si divide in due parti:
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Da Parco Nord a Paderno Dugnano (Calderara): 7,9 km a doppio binario.
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Da Calderara a Seregno FS: 6,4 km a binario singolo con 10 raddoppi agli incroci.
Oltre ai binari, è prevista la costruzione di un nuovo deposito tranviario al confine tra Desio e Seregno e la riqualifica di circa 5 km di tratti dismessi.
Un’opera per l’ambiente e il territorio
Nonostante le difficoltà finanziarie, la conclusione della Milano-Seregno resta fondamentale. L’opera promette di trasformare il territorio riducendo le emissioni di CO2, snellendo il traffico automobilistico e riqualificando i contesti urbani attraverso nuovi impianti di illuminazione, aree verdi e sistemi di segnalamento innovativi.
L’obiettivo comune resta ora quello di garantire la copertura finanziaria per evitare ridimensionamenti e consegnare ai cittadini un’infrastruttura completa ed efficiente.