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Carola Prini
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Non solo turbo turismo sul lago: “Così è nato Komodo Como, per scoprire il territorio più autentico”

Tutto nasce da un incontro casuale e da lì – condividendo la stessa filosofia – ecco l’idea: unirsi per creare eventi, organizzare incontri e, al tempo stesso, aprire le porte di una dimora ricca di fascino e storia quale è Villa Somigliana a Valmorea (foto sotto). Protagonisti sono Komodo Como, e i proprietari della villa (discendenti di Alessandro Volta).

Un tandem alla base di una collaborazione destinata a durare. Se da un lato c’è appunto Komodo Como, società nata per raccontare e valorizzare le eccellenze del territorio – dalla tradizione tessile, ai prodotti locali fino alla cultura gastronomica – dall’altra compare “la proprietaria di Palazzo Somigliana che ha di fatto avuto l’idea iniziale di questa collaborazione. Si tratta di Debora Losapio Somigliana, una persona con la quale si è instaurato subito un feeling”, dice Carola Prini uno dei soci fondatori di Komodo Como (insieme a Vincenzo Gatti e Luca Guarisco).

Frutto di questa prima intesa sono 3 concerti organizzati a Villa Somigliana. Il primo lo scorso 8 maggio quando – dalle 19.30 alle 21.30 – con Angelo Astore, Luca Mazzoni e Alessio Turconi con la serata “Jazz al tramonto”. Luogo, come detto, Palazzo Somigliana in via Volta 41 a Valmorea. A seguire Il secondo appuntamento è in programma venerdì 5 giugno quando – stessa ora e stesso luogo – ci sarà spazio per la serata “6 corde e 1 calice”, protagonista il maestro Daniele Mazzoni. Infine, si chiude venerdì 10 luglio con “Festa a palazzo Somigliana” con il Moliendo Cafè Trio.

“E stiamo già pensando ad altri appuntamenti. Debora Losapio Somigliana (foto sotto) è molto attiva e propositiva. Sicuramente allungheremo il calendario con altre proposte fino a dicembre”, spiega sempre Carola Prini.

E’ sempre lei a raccontarci lo spirito che sta alla base di Komodo Como. Un’idea nata in un’epoca segnata da un turismo di massa spesso incontrollato, “contro il quale non ho nulla in contrario – spiega Carola – Non siamo contro i turisti, voglio subito precisarlo. Il nostro progetto, molto semplicemente, punta a restituire la città ai suoi abitanti e a valorizzarne le radici più profonde. Missione: creare “eventi esperienziali” che intreccino convivialità, cultura locale e arte tessile”.

Il progetto ha preso vita nell’estate del 2025, dall’intuizione di tre amici e Carola Prini, è amministratore unico della società: “A Como il turismo, negli ultimi anni soprattutto, è un settore in fortissima espansione. Situazione ovviamente legittima che, inoltre, genera lavoro. Personalmente mi sono però resa conto che i comaschi rischiano di perdere la dimensione più autentica della loro città. Tutto è diventato più difficile, persino trovare un luogo dove ritrovarsi e apprezzare la nostra cucina tradizionale”. Da qui l’idea di costruire una realtà, un luogo in cui offrire spazi e ritmi diversi, dove far prevalere le relazioni dirette, e avere rapporti con filiere corte e puntare alla riscoperta dei saperi e sapori locali.

“Io e i miei soci proveniamo da mondi diversi, moda, seta, ospitalità, logistica, ma condividiamo una passione comune: far vivere il lato più autentico del Lago di Como. Ogni nostro progetto nasce dall’ascolto e dal dialogo diretto con il cliente. Come artigiani dell’emozione, costruiamo eventi su misura, curati in ogni dettaglio e capaci di rispecchiare l’anima di chi li vive”.

E così spazio a eventi, cene e workshop. Le serate firmate Komodo Como diventano così percorsi che uniscono il gusto, il racconto e l’artigianato e si propongono anche come partner strategico per le imprese che desiderano raccontarsi in modo non convenzionale. Valorizzare i prodotti legandoli indissolubilmente al territorio è, secondo Carola Prini, un modo nuovo di fare promozione.

Tra le diverse proposte, ad esempio, Komodo Silk– L’arte della seta comasca. Un viaggio nel cuore della tradizione tessile comasca “tra atelier e manifatture dove la seta non è solo un materiale, ma un linguaggio di bellezza e creatività. Komodo Silk apre le porte di atelier e manifatture locali, luoghi dove ancora oggi il sapere artigianale incontra il design contemporaneo”, così viene spiegata l’iniziativa.

“L’esperienza accompagna gli ospiti alla scoperta delle fasi che danno vita ai tessuti più pregiati, dalle tavole di disegno ai telai, fino alla realizzazione di un accessorio unico: il proprio foulard in seta dipinto a mano. Il percorso si conclude con un aperitivo in una cornice esclusiva, dove sapori e colori del territorio si intrecciano all’eleganza del mondo tessile comasco”, conclude Prini.

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