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Opere pubbliche, ‘fuga’ dagli uffici del Comune di Como: se ne vanno Ostini e Lo Jacono, due pezzi da 90

Doppio duro colpo per il Comune di Como, che ancora attende il nuovo dirigente alle Opere pubbliche da mesi. Dal primo maggio la macchina amministrativa perderà due autentici pezzi da novanta. Nel primo caso si tratta dell’architetto Elena Lo Jacono, professionalità storica di Palazzo Cernezzi, oggi nel ruolo chiave che tecnicamente si definisce Posizione Organizzativa del settore Opere Pubbliche, cioè proprio quello più in crisi. Lo Jacono se ne va: dal primo maggio prossimo infatti passerà tramite mobilità alla Asst Lariana a tempo indeterminato e pieno.

Ma non è il solo addio che deve registrare il Comune del capoluogo: un mese dopo Lo Jacono, ossia dal primo giugno, lascerà via Vittorio Emanuele anche un’altra figura centrale. Si tratta dell’architetto Maurizio Rossano Ostini, funzionario tecnico sempre del settore Opere pubbliche che ha aderito alla mobilità aperta dal Comune di Cinisello Balsamo. Insomma, due traslochi pesanti di altrettante professionalità cruciali per Palazzo Cernezzi, che peraltro da tempo sta registrando un notevole flusso in uscita dagli uffici.

E intanto, resta ancora lunga l’attesa ormai quasi mitologica per il nuovo dirigente del settore Opere pubbliche, ossia Luca Noseda, che ora occupa quello stesso ruolo al Comune di Cantù. Su di lui sono puntate tutte le speranze per la gestione di temi grossi come ad esempio la piscina di Muggiò, impianto di cui peraltro – dopo gli annunci della perizia decisiva data come imminente dal sindaco in autunno – non si è mai più sentito parlare. E almeno fino a luglio, quando Noseda dovrebbe prendere servizio a Como, difficilmente si avranno novità sostanziali, quando saranno passati quattro anni dalla chiusura della vasca olimpionica.

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15 Commenti

  1. Purtroppo l’emorragia di dipendenti pubblici colpisce tutti i comuni e non solo Como. I motivi sono molto semplici per chi ci lavora dentro, meno per i cittadini che si lasciano andare alle solite “simpatiche” illazioni.
    Sintetizzando: troppe responsbilità personali, nessuna tutela legale dell’ente, burocrazia arrivata a livelli di follia, carico di lavoro insostenibile, possibilità di carriera pari allo zero assoluto, e stipendi oggettivamente bassi.
    Chi può scappa verso altri enti dove i livelli retributivi sono più alti anche a parità di livello e ci sono condizioni di welfare nemmeno paragonabli a quelle dei comuni.
    Se poi i politici contribuiscono ad aumentare il disagio la frittata è fatta.
    In bocca al lupo al nuovo dirigente a cui consiglio di dotarsi di bacchetta magica.

    1. Analisi perfetta. A Como, però, la situazione parrebbe essere ancora più disastrata rispetto alla media. I soliti ben informati dicono che la migrazione sia solo iniziata e non c’è bacchetta magica che possa fermarla.

  2. Avanti tutta Sindaco !!! Poverini, non sopportano le pressioni, andranno a lavorare dove trovano il loro abitat, dove svolgeranno ancora il loro compitino e via….

  3. Ci illumini, per cortesia, ci dica nel dettaglio quali “diritti acquisiti” sono stati “sradiicati”.
    La prego sia preciso.

  4. Ma il Sindaco che sta facendo piazza pulita di P.O. e dovrebbe anche agire sui dirigenti…s’illude che Luca Noseda, potrà da solo risolvere tutte le spinose faccende che andrà ad ereditare? Povero illuso…o forse il giusto modo per non fare nulla…visto che quando Noseda metterà mani alle varie carte dovrà necessariamente ripartire da zero.
    Ma Noseda non era il docente che ha tenuto un corso di formazione sul tema dei bandi di gara per i vari tecnici comunali?
    E adesso?

  5. E beh, certo, sradicare diritti “acquisiti” (e guai solo a nominare la parola “doveri”) crea sempre malessere. Poverini.

    1. Fabrocco, a proposito di “diritti acquisiti” vediamo come reagiresti tu se di decurtassero il diritto acquisito della pensione riducendo il quantum che ti aspetta….

  6. Dai commenti si percepisce una situazione di malessere generale. Creare un ambiente lavorativo di fatto insostenibile equivale ad un “suicidio” del proprio mandato elettorale; dovrebbero saperlo, Sindaco ed il resto della Giunta.

  7. Questo è il risultato dell’illuminante gestione del sindaco Rapinese. Oltre alle due P.O. delle opere pubbliche, a giugno se ne andrà anche l’ing. Errico P.O. del Settore Reti, Strade e Mobilità…

  8. per non parlare degli altri uffici stanno scappando tutti.
    nel clima che hanno costruito il sindaco e i suoi da “caccia alle streghe” è impossibile lavorare; per non parlare poi dell’arroganza di molti assessori della giunta.
    Bel colpo sindaco da si può fare tutto a non si può fare nulla è proprio un attimo si ricordi le persone al primo posto non il vs EGO.

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