Dopo le dichiarazioni sull’aumento delle tariffe e sulla presenza di una guardia giurata nella piscina di Casate, arriva l’intervento di Enzo Cresta (segretario circolo PD Como Sud).
Il tema è infatti uno di quelli di cui si è parlato molto in questi giorni (qui i dettagli tecnici).
Ecco la sua opinione:
Le dichiarazioni del sindaco Alessandro Rapinese sulla Piscina di Casate sollevano interrogativi che meritano una risposta chiara.
Apprendiamo che l’aumento delle tariffe, con ingressi fino a 13 euro al giorno, sarebbe stato deciso per accogliere le richieste dei dipendenti di Como Servizi Urbani, che avrebbero segnalato problemi di sicurezza e di gestione già emersi durante la scorsa stagione estiva.
Se davvero la situazione era nota da tempo, ci chiediamo perché l’amministrazione comunale non sia intervenuta prima con una programmazione adeguata, evitando di scaricare i costi sui cittadini.
La sicurezza degli utenti e dei lavoratori deve essere garantita sempre e senza esitazioni.
Tuttavia, una struttura pubblica non può diventare meno accessibile alle famiglie, ai giovani e alle persone con minori disponibilità economiche per compensare carenze organizzative o scelte amministrative tardive.
Particolarmente preoccupante è il principio che sembra emergere dalle dichiarazioni del sindaco: l’aumento del prezzo come strumento per “differenziare l’utenza”.
Una piscina comunale deve essere un luogo aperto a tutti, senza discriminazioni economiche o sociali.
Como ha bisogno di servizi pubblici efficienti, sicuri e accessibili. La soluzione ai problemi non può essere quella di far pagare di più ai cittadini.
Chiediamo quindi all’amministrazione di rendere pubblici tutti gli elementi che hanno portato a questa decisione, di chiarire i costi della nuova organizzazione e di avviare un confronto trasparente con la città sul futuro degli impianti sportivi comunali.
I cittadini hanno diritto a servizi di qualità, ma anche a conoscere le ragioni delle scelte che incidono direttamente sulle loro tasche.