Il Partito Popolare del Nord interviene sulla crisi idrica che sta colpendo duramente il territorio della Lombardia con livelli di allarme rosso tali da mettendo a dura prova il fragile equilibrio tra le necessità produttive agricole e la tutela dell’ecosistema locale.
“Con il Lago di Como sceso al livello minimo stagionale degli ultimi 80 anni e le riserve dei grandi laghi lombardi ormai virtualmente esaurite, il panorama attuale prefigura un disastro di vaste proporzioni. La situazione è particolarmente critica nel bacino dell’Adda e nel corso del Lambro. Mentre il Lario e il Verbano conservano solo il 6% del volume di invaso, le portate rilasciate verso valle sono dimezzate rispetto alle medie stagionali, lasciando i canali irrigui e le storiche risaie lombarde in una condizione di drammatica carenza”, scrivono.
A questo si aggiunge l’agonia dei corsi d’acqua briantei: il Lambro in secca nel centro di Monza ha reso necessari interventi d’urgenza per trarre in salvo pesci, tartarughe e famiglie di germani, svelando al contempo una preoccupante distesa di rifiuti sul fondale prosciugato.
In merito alla gravità della situazione, Lucas Casati, Responsabile Federale Provinciale Lecco e Brianza del Partito Popolare del Nord, è intervenuto: “Siamo di fronte a una crisi che non è più solo stagionale, ma un vero e proprio attacco alla sopravvivenza economica e naturale della nostra regione. Con il Lario ai minimi storici, l’irrigazione agricola è letteralmente in ginocchio, minacciando il lavoro di migliaia di produttori. Non possiamo limitarci a guardare i nostri fiumi ridotti a discariche a cielo aperto o i nostri volontari che recuperano fauna in fin di vita nel fango. È doveroso che la Regione Lombardia, pur avendo operato per gestire le scorte, metta in campo soluzioni radicali e definitive per arginare questi fenomeni. Occorre ripensare il sistema agricolo e la gestione delle risorse idriche con una strategia di adattamento seria e coraggiosa, che protegga l’identità produttiva e la biodiversità delle province di Lecco e Monza e Brianza. Il tempo dei palliativi è scaduto: serve un’azione decisa per difendere il nostro territorio”.
I dati confermano che il 2026 si attesta come la seconda annata meno piovosa del decennio, con un deficit di precipitazioni che sfiora il 25% sui bacini montani. Nonostante i tentativi di attingere ai bacini idroelettrici, la risorsa idrica disponibile non è sufficiente a colmare il deficit, rendendo indispensabile un intervento istituzionale che vada oltre la mera gestione della crisi momentanea.
