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Elisoccorso, la base di Como compie 40 anni (come Brescia e Milano). Nel 2025 eseguiti 1400 interventi

Quarant’anni di attività per le basi dell’elisoccorso di Brescia, Milano e Como entrate in servizio rispettivamente il 15 luglio, il 1° agosto e il 2 agosto 1986. Un traguardo che racconta quattro decenni di interventi salvavita e la continua evoluzione di un modello oggi considerato un punto di riferimento a livello nazionale.

Nato nel 1980 con l’attivazione della base di Sondrio, il servizio di elisoccorso della Lombardia conta oggi cinque basi operative – Bergamo, Brescia, Como, Milano e Sondrio – ed effettua ogni anno circa 6.000 missioni. Garantisce cure avanzate negli scenari più critici e assicura anche trasferimenti urgenti tra strutture ospedaliere, compresi quelli internazionali, come avvenuto dopo i tragici eventi di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera.

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I quarant’anni delle basi di Brescia, Como e Milano sono stati celebrati nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Lombardia, alla presenza dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, del presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas) Lombardia Marco Astori e del direttore generale dell’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (Areu) Massimo Lombardo. Presenti anche il direttore dell’Elisoccorso lombardo Francesco Daminelli, il direttore della Struttura AAT (Articolazione Territoriale dell’Agenzia) 118 di Areu Gianluca Marconi, i direttori delle AAT sedi di base e i rispettivi coordinatori medici e infermieristici.

Bertolaso: eccellenza straordinaria, Crans-Montana esempio – “Quello dell’elisoccorso – ha spiegato l’assessore Bertolaso – è una delle eccellenze lombarde: una realtà straordinaria, che incarna perfettamente il motto a me molto caro ‘fate presto’ e ‘fatelo bene’, proprio come hanno dimostrato i nostri piloti e i nostri soccorritori quando sono andati a prendere i ragazzi nei vari ospedali della Svizzera dopo i fatti di Crans-Montana, in condizioni meteorologiche particolarmente proibitive e spesso durante la notte. Questa è la dimostrazione migliore della straordinaria professionalità e della grande umanità di tutti i nostri soccorritori dell’elisoccorso. Uomini e donne preparati, costantemente aggiornati, che incarnano il vero spirito del fare squadra”. Bertolaso ha quindi rivolto gli auguri di “buon compleanno” all’elisoccorso lombardo, con l’auspicio che possa raggiungere traguardi sempre più ambiziosi.

Areu-Elisoccorso

Lombardo (Areu): standard elevati grazie al valore della squadra – “Io ho iniziato proprio a Como, dove c’è una delle prime tre basi – ha aggiunto il direttore generale di Areu, Massimo Lombardo – e lì ho conosciuto Mario Landriscina, uno dei promotori dello sviluppo dell’elisoccorso e del volo notturno. La struttura lombarda ha raggiunto negli anni standard molto elevati: tutti i nostri elicotteri sono dotati di verricello, operano anche di notte con l’impiego dei visori e sono abilitati alle cosiddette operazioni speciali, come l’hovering, cioè con l’elicottero in volo stazionario senza contatto con il terreno. Tutto questo richiede formazione continua, costante evoluzione dei mezzi e aggiornamento dei piloti. Il nostro valore aggiunto è rappresentato dalla squadra, composta da medici, infermieri e tecnici del Soccorso Alpino, e dalle competenze che ogni professionista mette a disposizione degli altri. Crans-Montana è stato un esempio di soccorso sanitario particolarmente complesso, un’evacuazione sanitaria sulle Alpi, in inverno, con pazienti gravemente ustionati. Aver completato l’operazione in appena dodici giorni dimostra il livello raggiunto dal nostro sistema”.

L’evoluzione del servizio – In oltre quarant’anni di attività l’elisoccorso lombardo ha conosciuto un costante sviluppo organizzativo, tecnologico e professionale, diventando una componente strutturale del sistema regionale di emergenza-urgenza. Dal 2008 il servizio è gestito da Areu. Tra le principali innovazioni introdotte figurano la presenza stabile a bordo del tecnico di elisoccorso del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas), fondamentale negli interventi in ambiente montano e impervio, e il progressivo sviluppo di procedure clinico-assistenziali sempre più avanzate.

Blood on Board – Da giugno 2025, a seguito della positiva sperimentazione del progetto Blood on Board presso la base di Bergamo, tutte le basi regionali dispongono di plasma e globuli rossi a bordo per il trattamento precoce dello shock emorragico. In poco più di un anno il protocollo è stato applicato 141 volte (24 a Bergamo, 23 a Brescia, 41 a Como, 33 a Milano e 10 a Sondrio), consentendo interventi decisivi come quello che ha permesso di salvare la professoressa di Trescore Balneario gravemente ferita da un proprio studente.

Missioni e attività – Nel complesso il sistema effettua ogni anno circa 6.000 missioni: nel 2025 sono state 930 dalla base di Bergamo, 1.400 da Brescia, 1.400 da Como, 820 da Milano e 1.200 da Sondrio. Tra le attività svolte figurano anche il trasporto di organi e di équipe chirurgiche, il trasporto materno assistito e neonatale, le operazioni con verricello e il soccorso in valanga. Nel corso degli anni il servizio ha inoltre esteso l’operatività sulle 24 ore e sviluppato capacità avanzate di volo e soccorso notturno, confermandosi tra i sistemi di elisoccorso più evoluti a livello nazionale.

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