“Vi mostro cosa significa per un ristoratore poter esporre l’indifferenziata una sola volta a settimana”. E, a corredo, foto di una montagna (letteralmente) di sacchi di rifiuti in attesa di essere portati via dagli addetti. Questo è il post-denuncia pubblicato dal Caffè dei viaggiatori, conosciutissimo locale di via Giovio alle prese, come tanti, con le nuove regole per la raccolta dei rifiuti indifferenziati in vigore da inizio luglio che hanno ridotto i giorni di ritiro di questa tipologia di rifiuti da due a uno.
È vero, siamo in alta stagione e il volume di rifiuti prodotti è al suo massimo ma non si può ignorare il problema e, comunque, anche in inverno con una produzione anche solo dimezzata la situazione non sarà poi tanto diversa – sono le parole del gestore de locale Umberto Bernasconi, che abbiamo contattato per un commento – paradossalmente si è pensato di ridurre proprio il ritiro dei rifiuti che vengono prodotti in maggior quantità da bar e ristoranti del centro e il risultato è questo”.

Una situazione che crea non solo disagi ai gestori dei locali, costretti a stoccare in magazzino per una settimana decine di sacchi di rifiuti, ma che rischia di creare una situazione rischiosa anche a livello igienico: “Ho il magazzino pieno di sacchi che devo, ovviamente, tenere separati dalle bottiglie di vino e da tutto quello che normalmente conservo lì e già questo è un grosso problema – sottolinea infatti Bernasconi – ma soprattutto tutti quei sacchi posizionati fuori dai locali attirano formiche e topi perché contengono imballi di cibo e questo, soprattutto in estate, non è sicuramente il massimo. Capisco che l’obiettivo sia quello di costringere le persone a produrre meno rifiuti indifferenziati ma per i ristoratori questo è praticamente impossibile, basti pensare che a tutti i tovaglioli di carta che, una volta usati, sono da buttare nell’indifferenziata così come tutti gli imballi sporchi di cibo che sono tantissimi ed è impensabile riuscire a lavare correttamente”.