Qualche ora fa davamo conto delle parole del sindaco di Como, Alessandro Rapinese, intervenuto in difesa della decisione di vietare la circolazione delle bici (tradizionali e elettriche) in diverse zone del centro storico: Alessandro e Fulvio, inossidabile sodalizio e difesa totale del divieto alle bici in centro Como con esempi: da Grado all’Europa.
la scelta di prendere Grado a modello ha fatto rizzare le antenne all’associazione Nova Como che interviene con una riflessione:
Rapinese non è in GRADO di contestualizzare
Cita GRADO per difendere il suo divieto, ma omette di dire che GRADO è una città che ha fatto della mobilità ciclabile uno dei propri punti di forzaSarebbe bastato consultare le informazioni ufficiali della città prima di citarla, per rendersi conto di quanto quel paragone fosse non solo improprio, ma un clamoroso boomerang.
Grado si presenta infatti come «il paradiso del ciclista»: dispone di una rete di piste ciclabili che collegano il centro alla laguna e al territorio, è il punto di arrivo della Ciclovia Alpe Adria (425 km da Salisburgo) ed è attraversata dalla FVG2, parte della rete Adria Bike. Il Comune ha inoltre aderito al riconoscimento ComuniCiclabili di FIAB, ottenendo la Bandiera Gialla con 5 BikeSmile — riconoscimento assegnato anche quest’anno, per il nono anno consecutivo, durante il summit internazionale Velo-city 2026 di Rimini.
E non è finita qui. A Grado le limitazioni alla circolazione delle biciclette sono stagionali, non un divieto permanente e generalizzato come quello di casa nostra.
Insomma, tra tutte le città possibili, Rapinese ha scelto proprio una città modello per la mobilità ciclabile. Difficile immaginare un paragone più paradossale.
Una cosa è prevedere limitazioni puntuali e stagionali in determinate aree, all’interno di una città che investe su piste ciclabili, collegamenti e cicloturismo. Un’altra è porre in essere una vendetta personale trasformando il centro storico in un percorso a ostacoli per le biciclette e incidendo pesantemente sulle abitudini e la mobilità di un’intera città.
Se Como vuole davvero assomigliare a Grado, o alle città europee citate da Rapinese, non basta copiarne i divieti, bisogna copiarne anche gli investimenti e la visione!
Se invece l’obiettivo è continuare a far fare a Como figuracce internazionali, allora la strada intrapresa da Rapinese sembra quella giusta.
Confermiamo la biciclettata di protesta sabato 12 settembre alle ore 11.00 con ritrovo in Piazza Perretta e arrivo davanti al Comune.
Teresa Minniti- Vincenzo Falanga
NOVA COMO

