Un alterco verbale alla cassa del centro commerciale Neumarkt di San Gallo si trasforma in un caso per un cliente fedele da decenni. Dopo aver intimato alla cassiera di tacere, un 68enne si è visto recapitare un divieto di accesso quinquennale in tutti i punti vendita Migros della Svizzera orientale e una richiesta di risarcimento.
Un cliente affezionato da oltre sessant’anni che oggi stenta a credere a quanto accaduto. Un diverbio nato per la gestione della merce sul nastro trasportatore ha portato la cooperativa Migros Svizzera orientale a staccare una sanzione esemplare nei confronti di un 68enne di San Gallo: cinque anni di ban da ogni filiale del gruppo e un indennizzo di 200 franchi per i costi di gestione dell’intervento di sicurezza.
La dinamica del diverbio al centro commerciale Neumarkt
L’episodio si è verificato all’interno del centro commerciale Neumarkt di San Gallo ed è stato riportato dalle testate del gruppo CH Media. L’uomo, affetto da artrite alle ginocchia e alle spalle, ha chiesto alla cassiera di non far scivolare la spesa nella vasca di raccolta finale. Un’abitudine consolidata negli anni per evitare di doversi chinare a recuperare i prodotti, operazione per lui dolorosa.
Di fronte al rifiuto della dipendente — motivato dalla presenza delle scorte della cliente precedente e dalla necessità di liberare lo spazio — la tensione è salita rapidamente. Alla seconda sollecitazione, il cliente ha perso il controllo pronunciando la frase «Sta’ zitta!» in dialetto svizzero-tedesco. Un’espressione che ha spinto la cassiera a richiedere l’intervento immediato della sicurezza interna.
Scuse, sanzioni e la regola dell’ospite
Accompagnato negli uffici direzionali, l’uomo ha provato a invocare la storica massima del “cliente è re”, sentendosi rispondere dal personale che per l’azienda il cliente è «un ospite». Il verbale stilato sul posto, che il 68enne si è rifiutato di firmare, riporta formalmente la contestazione di insulto nei confronti di una collaboratrice.
Nonostante ammetta l’errore e si dica pronto a presentare scuse ufficiali, l’anziano ritiene la misura del tutto sproporzionata: «Mi sono sentito provocato e trattato senza rispetto, ma so di aver reagito male e me ne rammarico. Mi aspettavo che la mia fedeltà decennale contasse qualcosa o che mi venisse dato prima un semplice cartellino giallo».
Costretto nel frattempo a fare la spesa nei discount Aldi e Denner, l’uomo ha confermato l’intenzione di opporsi al provvedimento per ottenere la revoca del divieto e l’annullamento dei 200 franchi di indennizzo.
La posizione ufficiale di Migros: “Tuteliamo il personale”
La replica della cooperativa non lascia spazio a trattative. Attraverso la portavoce Silke Seichter, Migros ha confermato integralmente il provvedimento preso nel luglio 2026, sostenendo che il cliente si fosse già distinto in passato per atteggiamenti irrispettosi verso lo staff.
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Nessuna deroga sulla sicurezza: il comportamento aggressivo o verbale offensivo verso i dipendenti e il furto rappresentano i motivi principali per l’emissione del divieto d’accesso.
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I 200 franchi di penale: la somma richiesta copre il costo delle ore lavorative sottratte al personale per gestire l’emergenza e l’intervento di sicurezza.
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Nessun registro per i casi minori: l’azienda ha precisato che i diverbi risolti sul posto tramite il dialogo non vengono verbalizzati, motivo per cui non esistono tracciamenti scritti dei presunti episodi precedenti.
Mentre l’azienda ribadisce che la stragrande maggioranza della clientela opera nel rispetto delle regole e del personale, la contesa sull’accesso ai supermercati del gigante arancione resta aperta.
